Il difensore e titolare inamovibile di questo Acr Messina si racconta, "a Reggio più organizzati e compatti, uno spirito che speriamo di aver ritrovato"
MESSINA – Daniele Trasciani non avrà la fascia di capitano al braccio ma è uno dei leader, e neanche troppo silenziosi, di questo Messina. In riva allo Stretto fin da inizio anno quando la situazione non era certo rosea e per lui fu un ritorno avendo vestito in un recente passato la maglia biancoscudata. Nella stagione 2021/2022 ha collezionato 13 presenze arrivando dal mercato di gennaio, l’anno successivo 2022/2023 giocate 31 partita col Messina. Il ritorno quest’anno, 23 partite giocate, sempre titolare e mai sostituito, ne ha saltata solo una quando fu squalificato, contro il CastrumFavara, dopo aver rimediato il quinto cartellino giallo. Nella prossima non sarà della partita, domenica contro il Sambiase, squalificato dopo un giallo rimediato a Reggio Calabria, ma perno centrale della difesa sia con Romano, che poi con Parisi e titolare nella prima di mister Feola.
Intervista a Daniele Trasciani
Una battaglia Reggio Calabria, portiamo a casa un punto, ma immagino ci sia qualche rimpianto.
“Sicuramente se ci avessero detto prima della partita di fare un punto a Reggio saremmo stati soddisfatti. Non è mai facile in trasferta e non è stato facile a Reggio in un ambiente così caldo. Rimane l’amaro in bocca perché potevamo vincere per come era andata la gara e per la grande partita che abbiamo fatto. Ci prendiamo il punto che ci deve dare morale, fiducia e consapevolezza, era importante ripartire dopo la batosta in casa. Adesso ci prepariamo e cerchiamo di essere pronti per domenica. Una grande partita, una grande battaglia”.
Proprio a Reggio si è lottato tanto e ne avete fatto le spese lei e Bosia, ammoniti da diffidati e quindi squalificati.
“Dispiace perché uno vorrebbe sempre essere in campo, scontare la squalifica è sempre una rogna, però per un difensore è bello stare lì a sgomitare, essere duri e cattivi nei contrasti, quindi fa parte del gioco e da una parte sono contento di viverla così”.
Dopo l’ultima partita contro l’Enna contro la Reggina c’è stata più voglia o più organizzazione in campo?
“C’è sempre voglia di fare bene, però non è che noi non abbiamo voglia in alcune partite e in altre si. A Reggio siamo stati forse più organizzati, più compatti, quindi c’era uno spirito che nelle ultime partite era un po’ mancato sotto il punto di vista della fame e dell’aggressività, speriamo di averlo ritrovato in definitiva perché è quello spirito che ci ha contraddistinto per tutta la prima parte di stagione e che ci deve contraddistinguere per la parte finale di stagione che è ancora più importante. Può segnare la chiusura di un percorso grandioso”.
Da qualche settimana l’avvicendamento tra i pali con Giardino ultimamente al posto di Sorrentino, che ne pensa?
“Sicuramente sono tutti e due portieri molto validi, Sorrentino ci ha dato fiducia nella prima parte di stagione, abbiamo fatto tanti clean sheet con lui. Giardino è un giocatore valido, si è dimostrato molto pronto. È giovane, ma ha già mostrato le sue capacità e grande personalità. Ha fatto un’ottima gara sotto quella curva nell’ultima partita con tutte quelle persone che tifavano contro. Si è dimostrato pronto e volenteroso di far bene, avrà sicuramente un futuro radioso perché è forte, mentalizzato e ha tutti i mezzi per far bene”.
Ultima domanda personale, un ritorno per lei a Messina, però sempre in stagioni complicate a quanto pare. Come la vive?
“Messina è diventata una seconda casa, giocare qui per me è un motivo d’orgoglio, spero che il prossimo anno di rimanere in una situazione diversa per fare una stagione più serena sotto tanti punti di vista. Qui si possono fare dei miracoli che da altre parti non si possono fare, c’è un ambiente magico, speciale sotto questo punto di vista. Abbiamo già fatto due imprese e dobbiamo fare la terza, siamo in linea con l’obiettivo, siamo partiti quest’estate che forse nessuno ci credeva, veniva vista come utopia poter recuperare quei 14 punti, salvare la squadra dal fallimento, ripartire e salvarci sul campo. Noi ci credevamo e ci abbiamo creduto perché quando mi è stato prospettato di tornare il 30 agosto dal ds Martello nemmeno ci ho pensato. Ero già qua per la prima partita con il Palermo. Ringrazio di aver ricevuto quella chiamata perché a Messina non si può dire no, avevo altre cose, però Messina ha scavalcato tutto e sono contento di essere qui e spero di rimanerci”.
Immagine in evidenza dalla pagina Facebook Acr Messina
