Il sindacato aveva attaccato la CCIAA: “Avvicendamento con l’attuale segretario generale già vociferato”. Dura la replica di Ilacqua e del neo presidente Messina: “Le dichiarazioni sorprendono e generano confusione tra circostanze vere, fatti presunti e fattispecie immaginarie”
E’ aperta polemica tra la Fp Cgil e la Camera di Commercio di Messina dopo il botta e risposta delle parti sulle lettere di dimissioni presentate qualche settimana fa dell’ex presidente Vincenzo Musmeci. La “botta” iniziale è stata data da Angela Cacciola, responsabile aziendale della Fp Cgil, che attraverso un comunicato si dichiarava non sorpresa dalle dimissioni di Musmeci da Presidente della CCIAA, “perché nei corridoi già si vociferava di un possibile avvicendamento dello stesso alla Segreteria Generale, considerato il prossimo pensionamento dell’attuale Segretario Generale Pietro Ilacqua” (vedi nostro articolo in basso 23.05.2009). La stessa Cacciola sostiene poi che la Giunta Camerale ha accolto in tempi record l’istanza di mobilità dell’ex Presidente Musmeci, senza procedere alla pubblicazione di un bando pubblico come prevede la normativa vigente per consentire a tutti i dirigenti delle altre pubbliche amministrazioni di poter ricoprire l’incarico. Ad intervenire sull’argomento anche la Segretaria Generale della Fp Cgil Clara Crocè, che sostiene di aver reiteratamente richiesto di discutere la riorganizzazione dell’Ente camerale prevedendo la riduzione delle aree dirigenziali anche ai fini di una razionalizzazione della spesa posta a carico del bilancio camerale, della cui gravità in termini economici la Giunta Camerale non avrebbe contezza.
E non si è fatta attendere la replica della Camera di Commercio, che ha risposto punto per punto, tramite il segretario generale Pietro Il acqua e il neo presidente Antonino Messina, inviando una lettera al sindacato. “Le dichiarazioni riportate sorprendono e generano una inammissibile confusione tra circostanze vere, fatti presunti e fattispecie immaginarie – scrivono i due. Si fa presente che questa Amministrazione ha ricoperto il posto dirigenziale, resosi anticipatamente vacante, su richiesta di mobilità volontaria; tale procedura non determina l’immissione di nuove risorse nell’organizzazione amministrativa, ma solo lo spostamento da un’amministrazione all’altra, soggette a limitazione di assunzioni, di dipendente di professionalità corrispondente per area e posizione economica (inquadramento orizzontale). Nel caso di specie sono presenti e considerati tutti gli elementi necessari allo svolgimento della mobilità volontaria consensuale o mobilità in senso stretto”. L’attuale organico, oltre il Segretario Generale prevede tre dirigenti, di cui uno di seconda fascia preposto all’area finanziaria e già andato in quiescenza anticipata dal 1° giugno, ed un’altra che andrà in quiescenza dal 1° agosto. Secondo la Camera si imponeva, quindi, così come è stato fatto, una decisione sollecita da parte della Giunta per garantire, con la mobilità di Musmeci (dirigente di 2° fascia nel suo Ente regionale – Consorzio di ripopolamento ittico golfo di Patti) la continuità amministrativa di servizi essenziali per la Camera. “Peraltro – si legge nel comunicato inviato agli organi di stampa – l’istituto della mobilità volontaria/concordata è di per sé strumento operativo veloce, che si perfeziona quando esiste un vuoto di organico con la volontà delle Amministrazioni e dell’interessato. Nel caso di specie, l’Amministrazione, con la disponibilità di Musmeci ha ritenuto di cogliere una opportunità dai contenuti professionali incontestabili. Tale scelta non condiziona in alcun modo la futura sostituzione del Segretario Generale in carica Pietro Ilacqua, in quanto quando il problema si porrà, si dovrà procedere, come prescrive la norma, ad un bando pubblico su territorio nazionale e vi potranno partecipare tutti coloro che ne avranno i requisiti”.
Circa la tempistica inoltre, fanno presente Ilacqua e Messina, che con il collocamento in quiescenza anticipato del dirigente Donato, si sono aperte motivate e indilazionabili esigenze di servizio nell’Area economico finanziaria, vitali per l’Istituzione camerale. Ciò avrebbe richiesto decisioni pronte per fronteggiare eventuali pregiudizievoli conseguenze.
Relativamente alla preoccupazione manifestata di appesantimento economico, l’Amministrazione pur condividendone lo spirito, ha risposto: “Non possiamo mettere a rischio la gestione dei servizi camerali, in ruoli strategici, per l’anomala condizione della non esistenza del fondo di quiescenza, con conseguente rilevante onere sulla gestione impegnando risorse finanziarie del bilancio che dovrebbero essere usate per attività promozionali ed ampliamento di servizi alle imprese ed alla collettività”. Infine, per ciò che riguarda la riorganizzazione dei servizi con la strutturazione delle Aree in unità intermedie funzionali alla migliore operatività della macchina amministrativa camerale, si ricorda che si è svolto il 23.06.09 l’incontro con le Organizzazioni sindacali per proseguire la discussione, da tempo avviata, sull’argomento. “Gratuita ed ingenerosa è poi l’affermazione che la Giunta non avrebbe contezza della gravità in termini economici della situazione di bilancio – concludono Il acqua e Messina- . Infatti la Fp Ggil dimostra di non essere informata ed aggiornata sulle condizione del bilancio camerale che, grazie ad una politica di grande rigore ed austerità attuata dall’Amministrazione dopo anni di preoccupante condizione di disavanzo, già nel 2007 il bilancio di esercizio si è chiuso con circa 230.000 euro di avanzo e il consuntivo del 2008 evidenzia un avanzo di 1.080.000 euro circa. Ciò nonostante l’Ente camerale, per una scelta scriteriata della Regione di molti anni addietro di sopprimere i fondi di quiescenza, debba sopportare l’onere improprio di caricare sul proprio bilancio le risorse finanziarie di pagamento delle pensioni a circa 100 lavoratori camerali in quiescenza, per circa 4.000.000 di euro, a fronte di 59 lavoratori in attività di servizio”.
EMANUELE RIGANO
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