Il dopo Sambiase per il Messina: Feola dice una cosa, il campo un'altra

Il dopo Sambiase per il Messina: Feola dice una cosa, il campo un’altra

Simone Milioti

Il dopo Sambiase per il Messina: Feola dice una cosa, il campo un’altra

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lunedì 23 Febbraio 2026 - 11:00

Le dichiarazioni nel post gara dell'allenatore sembrano quelle di un padre di famiglia che deve tutelare i propri figli

MESSINA – Domenica amara per i colori biancoscudati perché alla sconfitta del Messina si aggiungono anche le vittorie di tre rivali per la corsa salvezza che momentaneamente hanno superato i peloritani in classifica. Premettendo che le partite si possono anche perdere e che il Messina è vero non ha segnato ma ha giocato contro la seconda miglior difesa del girone e questa ha dimostrato di esserlo.

Il punto dopo la 25ª giornata di campionato però è che la squadra è sembrata molto più spenta e meno vogliosa della sfida di Reggio Calabria dove la tensione era giustamente altissima e c’era voglia di lottare su ogni pallone. Nella sfida di ieri invece dopo aver subito lo svantaggio la reazione, nella ripresa, non è stata veemente ma sono passati diversi minuti e ci sono voluti alcuni cambi per provare ad essere più pericolosi.

La conferenza stampa di Feola da buon papà

Nel post partita mister Vincenzo Feola ha rilasciato dichiarazioni che sembrano un po’ mettere le mani avanti. Da quel “non posso fare miracoli”, al fatto che il Sambiase abbia tirato poco in porta. Sarà anche vero ma menomale visto che spesso e volentieri hanno avuto la chance di affondare, entrando più volte in area di rigore, ma si sono persi loro si nell’ultimo passaggio e nella conclusione verso la porta.

In definitiva Feola sembrava uno di quei vecchi padri di famiglia pronti a difendere i figli. Ci mancava esordisse con un “so’ ragazzi” che in tempi andati avrebbe chiudo qualsiasi tipo di discussione. Una buona lettura della partita poteva essere “siamo arrivati stanchi dopo la Reggina e abbiamo avuto così tante assenze che abbiamo dovuto reinventarci, ci saremmo accontentati di un pareggio in questa situazione e subìto il gol non siamo riusciti a reagire come volevamo” parole che, ripetiamo a scanso di equivoci, il tecnico non ha pronunciato ma che forse sarebbero state più calzanti.

Alcune note liete ci sono

Sconfitta, come già accennato, peggiorata dai risultati delle altre, ma il Messina ieri ha comunque dimostrato di star acquisendo un’identità con il 3-4-2-1 o 3-4-3 che riporta un po’ di certezze dietro, con gli interpreti giusti e ieri Trasciani è mancato tanto anche a livello di leadership, ma che permette anche di pensare ad un attacco più creativo con più varietà di uomini, sia dal primo minuto ma anche subentrando.

Tedesco, ancora una volta sopra la sufficienza se dovessimo dare i voti, ormai si è preso il posto fisso. Il numero 97 ha lottato tanto anche ieri, ma oltre ad essere quasi sempre stato spalle alla porta era molto isolato. Zerbo e Toure invece non hanno convinto appieno, il primo poco concreto e il secondo lontano parente di quello visto nella prima parte di stagione. Da quando è rientrato dall’infortunio non ha ancora fatto vedere quelle sue accelerazioni da spina nel fianco delle difese avversarie.

Nota lieta i subentri dalla panchina di Oliviero, più concreto del solito pur mantenendo le sue accelerazioni, e di Kaprof, che ha provato a legare il gioco e forse sarebbe l’uomo giusto sulla trequarti quando centrocampo e attacco non riescono a parlarsi. Buone prova tutto sommato anche per Werner e De Caro. La difesa era in emergenza ma con il ritorno dalle squalifiche di Trasciani e Bosia sarebbe un reparto dove non si dovrebbe toccare nulla.

Le partite da giocare ci sono, i punti in palio possono anche bastare e quindi concordiamo con Feola che questo Messina può salvarsi e certamente i tifosi e non solo si augurano possa essere raggiunto questo risultato il prima possibile. Due frasi dette ancora da Feola sono “abbiamo preso subito Reggina e Sambiase”, le due migliori difese del torneo, e “i ragazzi lavorano con me solo da otto giorni”, tutto vero ma sarebbe più giusto pensare con la mentalità dell’allenatore precedente, ovvero “per noi sono tutte finali”.

Un commento

  1. Emanuele Ferrara 23 Febbraio 2026 12:29

    Io non riesco a capire questi Australiani! Tolgono i debiti alla società e poi fanno una squadra penosa senza comprare giocatori di categoria. Così si va in ECCELLENZA! Date retta a me! Fate festa che il calcio non è roba per voi!

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