Ex deputato di FI era stato arrestato nel 2019 insieme al figlio. Agli atti le mazzette in Regione
Dopo 15 ore di camera di consiglio i giudici della IV sezione del tribunale di Palermo hanno condannato a 8 anni e 9 mesi di carcere, per corruzione propria, Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia, ex consulente della Lega sull’energia. L’uomo era al centro di un processo per presunte tangenti intorno ai progetti eolici.
Il processo
La vicenda giudiziaria, durata 6 anni, nasce nel 2019 con l’arresto di Arata e del figlio Francesco Paolo, oggi condannato, sempre per corruzione, a 2 anni e 3 mesi. Il pm Gianluca De Leo, che coordinò l’indagine, accertò che Arata era socio occulto di Vito Nicastri, ex elettricista che aveva fatto una fortuna nell’eolico, ritenuto tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro.
Mazzette in Regione
L’inchiesta svelò inoltre un giro di mazzette alla Regione siciliana che coinvolse anche l’ex funzionario regionale dell’Assessorato all’Energia Alberto Tinnirello, anche lui accusato di corruzione e condannato oggi a 8 anni, lo stesso Nicastri e il figlio Manlio che patteggiarono dopo aver fatto numerose ammissioni, il dirigente regionale Giacomo Causarano condannato, separatamente in abbreviato a 2 anni e Antonello Barbieri che ora ha avuto 3 anni.
Una tranche dell’indagine finì a Roma perchè alcune intercettazioni avrebbero svelato il pagamento di una mazzetta, da parte di Arata all’ex sottosegretario alle Infrastrutture leghista Armando Siri. Il procedimento è ancora in corso (Ansa).
