Il presidente della Regione al termine del summit di Palazzo Grazioli: «Non verranno toccati i nove assessori già nominati. Ho avuto rassicurazioni su quel ddl stupido e offensivo». L’unico sicuro del nuovo terzetto pare il messinese Beninati
«C’è stata un’intesa». Il primo a essere ottimista dopo il vertice a Palazzo Grazioli col premier Silvio Berlusconi è l’uomo del momento nello scenario politico siciliano, il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Un’intesa, ha spiegato il leader dell’Mpa, «intanto sulle cose da fare, a cominciare da quel ddl stupido e offensivo che va ritirato». In questo senso Lombardo avrebbe avuto rassicurazioni dal presidente del Consiglio.
Si è parlato anche di fondi Fas, ma il vero nodo, inutile dirlo, era la giunta regionale da completare. Lombardo ha mantenuto la linea annunciata prima del vertice: i posti liberi sono tre e quelli rimarranno. A Berlusconi il compito di indicare chi dovrà occuparli. «Sono stati fatti nomi e ora si tratta di definire il terzetto», ha confermato Lombardo, aggiungendo che ciò avverrà probabilmente nella stessa giornata di oggi.
«Non verranno intaccati gli equilibri in campo – specifica il governatore siciliano – ma non saranno toccati i nove che ho indicato nelle settimane scorse. Nel tempo qualche aggiustamento, per carità, si potrà fare». Insomma, si partirà con una squadra suscettibile a rimpasti. Chi sono i tre nomi? Su uno non sembrano esserci dubbi: sarà il messinese Nino Beninati, già assessore alla Cooperazione. Il secondo sarà uno tra il catanese Nino Strano, ex senatore, e un altro messinese, l’attuale deputato regionale Santi Formica.
Più delicata la terza casella, sulla quale pende il punto interrogativo relativo all’Udc. Si parla di un tecnico (Gianni Puglisi?), ma è chiaro che un solo posto a disposizione, trovata l’intesa con Berlusconi rischia di saltare quella con l’Udc. Lombardo sull’argomento taglia corto: «Dovrà scegliere se stare dentro o fuori dal governo». Già, ma a quali condizioni?
