Cacace sul caso asta: "In caso di fondi pubblici, l'offerta minima è la scelta più opportuna"

Cacace sul caso asta: “In caso di fondi pubblici, l’offerta minima è la scelta più opportuna”

Redazione

Cacace sul caso asta: “In caso di fondi pubblici, l’offerta minima è la scelta più opportuna”

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lunedì 02 Marzo 2026 - 07:30

L'ex presidente di Patrimonio Messina Spa interviene sullo scontro De Luca-Scurria in tema di risanamento. Il candidato: "In caso di accordo col Comune avrei commesso un reato"

MESSINA – Sul tema caldo del risanamento e della revoca da sub commissario di Marcello Scurria, con tanto di polemiche elettorali e querele nei confronti di Cateno De Luca, interviene Maurizio Cacace. Ecco la nota dell’ex presidente di Patrimonio Messina Spa e che sarà candidato per Sud chiama Nord: “In merito alla nota vicenda delle procedure di acquisizione degli immobili destinati al risanamento che portò alla revoca del subcommissario Scurria, ritengo necessario chiarire un principio basilare di amministrazione pubblica: quando si gestiscono fondi publici, sarebbe opportuno formulare l’offerta minima consentita. A prescindere dall’imbarazzo istituzionale percepito e non celato in sede di gara innanzi al professionista delegato alla vendita, l’agire di un Ente dovrebbe esssre ispirato ai principi di buona ed efficiente amministrazione. Nel caso di specie, la differenza non è formale ma sostanziale. Offrire la base d’asta significa rinunciare in partenza al potenziale ribasso, quindi pagare fino al 25% in più rispetto alla base d’asta. Il compito di chi amministra denaro pubblico non è competere con altri offerenti, ma tutelare le casse pubbliche e quindi i cittadini, così da procedere a proposte che non superino l’importo minimo consentito per legge”.

E ancora: “Per questo il Comune di Messina con l’ausilio della Patrimonio Messina S.p.A., in tutte le procedure analoghe, ha operato seguendo un criterio preciso: ottenere gli immobili necessari al minor costo possibile, garantendo legalità e massima economicità dell’azione amministrativa. Diversamente, risulta che il sub-commissario Marcello Scurria, con il patrocinio dell’avvocata Alessia Giorgianni (ex presidente doi Arismé, n.d.r.), abbia proceduto offrendo la base d’asta, cioè circa il 25% in più rispetto all’offerta minima formulata dal Comune, oltre ulteriori 500 euro per ogni immobile. Si tratta di una scelta amministrativa che, seppur non illegittima, può essere considerata neutra: quando si impiegano risorse pubbliche ogni euro risparmiato è un servizio in più per i cittadini, ogni euro speso in eccesso è una responsabilità. Io non critico l’operato di un collega, ma mi limito a fotografare un fatto che in una determina circostanza ha creato un inbarazzo istituzionale”.

E ancora. “Quanto ha affermato Cateno De Luca in merito alla conoscenza preventiva della nostra intenzione di partecipare a questa asta bisogna contestualizzare il fatto: ci siamo trovati a partecipare alla stessa asta in concorrenza per lo stesso committente. Il commissario non “poteva sapere della nostra partecipazione”, ma non si comprende perché, a differenza nostra, con l’ausilio dei suoi consulenti, abbia offerto il 25% in più, con aggravio di costi per il Comune di Messina. Avrebbe potuto, in ossequio al principi di economicità e efficienza fare come noi…e offrire 25% in meno in sostanza 330.000 in meno. Infine, ci tengo precisare che, innanzi al mio imbarazzo istituzionale – e personale – dall’altro lato ho semplicemente assistito a una oltraggiosa indifferenza.E non temo la querela”.

Scurria: “Non potevo accordarmi con il Comune, avrei commesso il reato di turbativa d’asta”

Così Marcello Scurria replicò nel mese di dicembre 2024: “L’accusa di danno erariale è diffamatoria. Valuterò la richiesta di risarcimento in ambito civile. Se mi fossi messo d’accordo col Comune avrei commesso il reato di turbativa degli incanti e aste pubbliche. Il nostro ufficio, sotto la guida del presidente Schifani, non è una partecipata. Come sempre, quando acquistiamo case, abbiamo chiesto a un tecnico di redigere una perizia di congruità. E la nostra offerta è stata in linea con la perizia”.

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