Avviate le procedure per la liquidazione dell'Ente Porto

Avviate le procedure per la liquidazione dell’Ente Porto

Avviate le procedure per la liquidazione dell’Ente Porto

venerdì 26 Giugno 2009 - 14:28

Nominato responsabile il dirigente della Regione Nicola Tarantino. L'iter tecnico-amministrativo si concluderà il 31 luglio, in seguito la giunta regionale porrà formalmente in liquidazione l'ente e ne nominerà il commissario

Anteprima Ts. E’ stato avviato ufficialmente il procedimento tecnico-amministrativo che porterà alla liquidazione dell’Ente Porto. Lo ha comunicato, attraverso una nota inviata a Provincia, Comune e Camera di Commercio, il dirigente dell’assessorato regionale all’Industria Nicola Tarantino, nominato responsabile del procedimento stesso. Con l’avvio di questo iter, che si concluderà il 31 luglio, viene dato seguito a due delibere della giunta regionale, rispettivamente del luglio 2008 e, l’ultima, del 22 aprile scorso, con le quali prima veniva dato incarico all’assessore regionale all’Industria (al tempo, prima dell’azzeramento, Pippo Gianni, oggi Marco Venturi) di porre in essere le iniziative per attivare le procedure, e poi veniva approvato il relativo percorso amministrativo.

Ribadite le motivazioni che hanno indotto la Regione a liquidare l’ente (costituito, lo ricordiamo, nel 1953): l’impossibilità di realizzare un Punto Franco nella zona falcata di Messina, «a causa dell’intervenuta abrogazione tacita della legge 191/1951», che dichiarava incompatibile lo stesso Punto Franco con il Codice Doganale Comunitario; l’eccessivo costo dell’ente, «che continua ancora oggi a gravare annualmente sul bilancio della Regione Siciliana». Conclusa la fase procedimentale (durante la quale potranno essere opposte deduzioni), l’assessore regionale all’Industria presenterà alla giunta una nuova delibera, con la quale verrà posto formalmente in liquidazione l’ente e verrà nominato, al tempo stesso, il commissario liquidatore.

Ricordiamo che l’ente, definito da più parti un vero e proprio -carrozzone-, conta diciassette fra consiglieri d’amministrazione e sindaci, due soli dipendenti e un costo annuale che supera abbondantemente i 225mila euro. L’ultimo componente a dimettersi dal Cda, gettando la spugna su ogni prospettiva dell’ente, è stato Mariano Massaro, nell’aprile scorso, mentre già due anni fa aveva lasciato il suo posto Benito Santalco, denunciando l’inutilità dell’ente a fronte di un’attività che, in tanti anni di vita, non ha raggiunto alcun obiettivo rilevante.

S.Caspanello-E.Rigano

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