Ultimo aumento di capitale per la Nettuno Spa. Che andrà in liquidazione

Ultimo aumento di capitale per la Nettuno Spa. Che andrà in liquidazione

Ultimo aumento di capitale per la Nettuno Spa. Che andrà in liquidazione

sabato 27 Giugno 2009 - 06:44

Sia Comune che Provincia intenzionate a chiudere i battenti della società mista nata per creare un mega porticciolo turistico a Grotte. Oltre 50mila euro le ultime perdite registrate da una società che solo prodotto sprechi

29.693,98 euro. Questa la cifra sborsata dal Comune per l’ultimo aumento di capitale della Nettuno Spa, la società mista nata nel 2001 per volontà dell’allora presidente della Provincia, oggi sindaco, Giuseppe Buzzanca, e che sinora ha prodotto poco (o nulla) e sprecato tanto. Basti pensare che l’aumento di capitale di cui sopra, come confermato dall’assessore al Bilancio Orazio Miloro, servirà solo ed esclusivamente a ripianare le perdite della società, oltre 51mila euro secondo il bilancio 2007 approvato ad aprile 2008.

Sì, perché dopo questa mossa, sia il Comune che la Provincia, come ribadito dall’assessore alle Partecipate Michele Bisignano, lasceranno la Nettuno che andrà in liquidazione. Sancendo in via definitiva il fallimento di una società mista nata per creare un mega porticciolo turistico nella riviera nord ma che, in realtà, ha prodotto solo sprechi e prebende (12mila euro annui al presidente, 3mila euro agli altri tre consiglieri, più consulenze e incarichi di progettazione vari).

La Nettuno, peraltro, ha avuto una storia travagliata, che ha finito per scontrarsi prima e ritrovarsi improvvisamente a braccetto poi con i piani della società “Marina dello Stretto”, in parte del gruppo Franza, che aveva stessi obiettivi nei medesimi luoghi. Tanto che nel 2004 fu stipulato un accordo tra le due società, che presentarono insieme domanda di concessione per la realizzazione del porticciolo a Grotte, opera, peraltro, inserita dall’attuale assessore ai Lavori pubblici Gianfranco Scoglio tra i quindici progetti privati del Prusst. I quali, lo ricordiamo, vanno in deroga allo strumento urbanistico (peraltro l’area è in piena Zps).

Il “matrimonio” tra la Nettuno e la Marina dello Stretto non è passato inosservato: nel 2004 prima e nel 2006 poi l’Autorità di vigilanza dei lavori pubblici ha intimato alla società mista di applicare quanto previsto dalla legge, ovvero pubblicare bandi per regolari gare d’appalto per la progettazione e la costruzione del porto turistico. Con la liquidazione questo assurdo giuridico si chiuderà. Rimarranno anni di sprechi e centinaia di migliaia di euro pubblici finiti, è il caso di dirlo, in fondo al mare.

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