Il segretario cittadino dell’Italia dei valori invita le istituzioni ad attivarsi per mettere a scuro l’esistenza della cittadinanza
La maxi operazione condotto dalla Dia sul territorio messinese che ha permesso di mettere le mani sul faraonico impero economico dei fratelli Domenico e Nicola Pellegrino, stimato intorno ai 50 milioni di euro, ricavato grazie ad attività illegali nel settore dell’edilizia, rappresenta uno dei maggiori successi conseguiti negli ultimi mesi dalla forse dell’ordine a livello nazionale.
Un’operazione che assume un doppio valore se si considera che i “traffici” dei Pellegrino, padroni incontrastati di tutta la zona di Messina sud, riguardavano la fornitura alle imprese di calcestruzzo di scarsa qualità impiegato per la costruzione di numerosi complessi edilizi. Un dato di enorme gravità considerata il grado di alta sismicità che caratterizza tutta l’area dello Stretto, che rischia dunque di mettere a repentaglio l’esistenza di numerosi cittadini, “vittime” inconsapevoli degli affari illeciti dei fratelli, vicini ad alcune delle più influenti famiglie di Cosa Nostra catanese, palermitana e barcellonese.
E proprio su questo aspetto, sulla necessità cioè di verificare al più presto quali e quanti edifici siano stati realizzati senza il rispetto dei più elementari criteri di sicurezza, interviene il segretario cittadino dell’Italia dei Valori Salvatore Mammola, che invita Procura, Genio Civile, Protezione Civile ad effettuare, nel più breve tempo possibile le verifiche necessarie: «Evitiamo, come spesso invece accade, – afferma Mammola –di piangere ipocritamente vittima innocenti».
