Ivano Rotondo e Manu Reggi raccontano come si è passati dal riunire pochi amici a decine di giovani imprenditori: "La città ha talento e imprese di valore"
MESSINA – C’è una community che da mesi si riunisce e continua a crescere con un’idea ben precisa: “Accelerare”. Si tratta di Potenziale Espresso, il primo acceleratore di community a Messina, fondato da Manu Reggi e Ivano Rotondo. I due giovani imprenditori hanno intercettato un bisogno tra i propri coetanei, e cioè quello di aver un luogo di confronto, per capire come crescere in città e se in effetti fosse possibile.
Cos’è “Potenziale Espresso”
È così che è nato “Potenziale Espresso”. Per comprendere fino in fondo quale sia il progetto, Tempostretto ha chiesto ai due fondatori di spiegare com’è nato il loro progetto. Ivano Rotondo ha spiegato: “Potenziale Espresso è il primo acceleratore di community a Messina: un ecosistema vivo che accelera idee, relazioni e opportunità. Va molto oltre il classico networking. È nato da un’esigenza personale: sono un ingegnere informatico, sono stato via da Messina per tredici anni lanciando nel frattempo una startup. Quando sono tornato mi sono reso conto che tanti colleghi facevano impresa ma non esisteva un punto d’incontro per confrontarsi davvero. Ho iniziato proponendo a qualche amico di vederci a casa mia, poi da lì siamo passati a organizzare eventi nei bar, nei ristoranti, in vari locali del centro”.
Reggi: “Ogni settimana incontri tematici”
E Manu Reggi ha aggiunto: “Io sono romagnolo di nascita ma messinese d’adozione, lavoro in Sicilia da oltre dieci anni nel campo della facilitazione. Quando ho incrociato l’idea di Ivano ci siamo trovati subito: lui portava la visione imprenditoriale, io l’esperienza nel far funzionare i gruppi. Ogni settimana organizziamo incontri tematici in pieno centro, aperti a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco”.
La crescita della community: “Siamo oltre 80”
Tra un tema e l’altro, sempre più giovani si sono avvicinati a Potenziale Espresso. Reggi ha raccontato che “i numeri parlano da soli. Ci siamo ritrovati più di una volta con oltre 80 persone e senza sedie a sufficienza. C’è un grande ricircolo, ogni volta arriva gente nuova e altra gente torna. Questo significa che l’evento attira e crea un network importante nel quale scambiare idee, confrontarsi e riflettere”. Un impatto che ha sorpreso i due giovani. Rotondo ha sottolineato: “La cosa bella è che abbiamo scoperto che tanti imprenditori messinesi portano avanti veri e propri business a livello nazionale e internazionale, con volumi d’affari importanti che in città forse nessuno conosceva. Potenziale Espresso è diventato l’occasione per valorizzare il loro lavoro e farlo conoscere il più possibile”.
L’apertura agli studenti stranieri
Ma c’è stato un momento in cui i due giovani hanno capito che bisogna accelerare? Rotondo lo rintraccia in maniera precisa: “Quando da quella chiacchierata tra amici a casa mia ci siamo ritrovati in un locale del centro e le sedie non bastavano. Lì abbiamo capito che non era più un semplice incontro tra amici: c’era un bisogno reale, la gente cercava questo spazio e noi dovevamo strutturarlo meglio”. E Reggi: “E poi quest’anno abbiamo aperto gli incontri alla comunità internazionale, coinvolgendo studenti provenienti da altri paesi. È stato un vero e proprio boom. Anche quello ci ha fatto capire che la direzione era giusta e che potevamo osare di più”.
Lo sguardo al futuro
Ora uno sguardo al futuro. Dove vuole arrivare Potenziale Espresso? Reggi è cauto: “Non vogliamo andare troppo di fretta, ma pian piano stiamo puntando a espanderci anche fuori Messina. A breve probabilmente inizieremo alcune attività a Milazzo, dove c’è una ricca comunità imprenditoriale, e poi forse anche Capo d’Orlando e Catania. Se ci riusciremo sarà una grande soddisfazione, altrimenti continueremo a lavorare come stiamo facendo. Stiamo portando avanti una cosa molto potente che ha già dato i primi risultati”.
Cosa serve a Messina?
Ma la community è anche un’occasione di confronto su cosa serve a Messina. E anche su questo i due hanno le idee chiare. Per Reggi, infatti, “servono spazi di confronto veri. Qui a Messina è ancora difficile integrarsi, sia per chi torna dopo anni fuori, come Ivano, sia per gli studenti internazionali. Noi stiamo cercando di fare il possibile per favorire un inserimento corretto nella nostra società. La città ha talento e imprese di valore, ma manca il tessuto connettivo che le metta in relazione”. E lo stesso Ivano ha aggiunto: “Serve rimettere al centro le persone e le loro competenze, prima ancora delle aziende. Il talento c’è, manca l’abitudine a confrontarsi. Noi proviamo a creare quell’abitudine: non coinvolgiamo le aziende in senso classico, coinvolgiamo le persone. E funziona, perché ai nostri incontri arriva un pubblico eterogeneo, dai 30 ai 50 anni, che si allarga ancora di più quando apriamo alla comunità internazionale”.
Il messaggio finale
Infine un messaggio alla città e ai giovani a partecipare: “Se hai un’idea, un’impresa o anche solo la curiosità di capire cosa si muove intorno a te, vieni a un nostro incontro. Potenziale Espresso funziona perché le persone ci mettono la faccia e si confrontano davvero. È così che le idee si accendono”.
