Getto polare contro getto subtropicale, un ciclone esplosivo nascerà sullo Ionio mercoledì

Getto polare contro getto subtropicale, un ciclone esplosivo nascerà sullo Ionio mercoledì

Daniele Ingemi

Getto polare contro getto subtropicale, un ciclone esplosivo nascerà sullo Ionio mercoledì

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domenica 29 Marzo 2026 - 09:00

Rischio piogge intense nel Messina. E la Sicilia sarà colpita da una delle più intense ondate di maltempo di questa primavera

Dopo questo repentino colpo di coda dell’inverno, che ha riportato la neve a bassa quota sui Nebrodi, imbiancando temporaneamente pure le cime dei nostri Peloritani, si vivrà una piccola tregua, almeno fino a lunedì 30 marzo. Ma si tratterà, per l’appunto, di una parentesi breve. Già da martedì 31 marzo 2026 la Sicilia sarà colpita da una delle più intense ondate di maltempo di questa primavera. Il responsabile sarà un nuovo, ma più forte ciclone mediterraneo, dalle caratteristiche potenzialmente esplosive che si formerà proprio nelle vicinanze dell’isola per poi approfondirsi rapidamente sullo Ionio, trasformandosi in un minimo piccolo, ma estremamente profondo (molto più di Harry come pressione, ma non come estensione).

Secondo le ultime elaborazioni del modello GFS (run delle 00 UTC di sabato 28 marzo), il sistema determinerà una caduta di pressione di circa 24 hPa in 24 ore, valore che rientra nella definizione di ciclogenesi esplosiva (o “ciclone bomba”). Il minimo si posizionerà inizialmente vicino alle coste siciliane e poi si sposterà verso est, stazionando sullo Ionio tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile.

Perché si forma un ciclone così potente?

La ciclogenesi è alimentata dall’interazione tra due getti in quota. La corrente a getto polare, che scende dalle latitudini settentrionali, e la corrente a getto subtropicale, che risale dal Nord Africa carica di aria calda e umida. Questa sovrapposizione genera una fortissima vorticità in quota che “risucchia” e intensifica il minimo in superficie, già nato attorno la Sicilia. Il risultato è un ciclone compatto, con un nucleo molto profondo (valori di pressione che scenderanno sotto i 995 hPa), capace di innescare fenomeni estremi su scala locale.

Il Messinese rischia piogge abbondanti

Le precipitazioni più violente si concentreranno tra martedì sera e giovedì mattina, con picchi assoluti proprio nella provincia di Messina, ma anche in città. Il modello GFS di Meteored indica accumuli fino a 200 mm in più di 24 ore su ampi settori del Messinese (Peloritani, versanti ionici e area dello Stretto).

maltempo, pasqua

Si tratta di piogge battenti da nembostrati, alternate a scrosci temporaleschi, favoriti dal richiamo di aria molto umida dal Mediterraneo meridionale. I rischi principali sono frane e smottamenti sui terreni già saturi dei Nebrodi e dei Peloritani. Oltre al rischio di allagamenti diffusi nelle zone costiere e vallive, con conseguente piena dei torrenti. Nelle altre province siciliane (Catania, Siracusa, Ragusa, Enna) le piogge saranno comunque abbondanti (50-120 mm), ma non raggiungeranno i livelli del Messinese.

Bisogna aspettarsi venti forti e mareggiate?

Trattandosi di un minimo molto ristretto, con un raggio di 200/300 km, è complicato oggi dire se ci sarà il rischio di venti particolarmente intensi, oltre la soglia d’attenzione. Forse lo scopriremo 24 ore prima, o in sede di now/casting. Anche perché, in questi casi, bastano variazioni di pochi km per passare da un semplice vento teso a una autentica tempesta, rafforzzato, sul Tirreno, dal fenomeno del vento in caduta dall’Appennino Calabrese. Se l’occhio del ciclone transiterà troppo vicino alle coste orientali della Sicilia, il gradiente barico diventerà estremo. In questo caso sono attesi venti di Grecale a 80-100 km/h con raffiche superiori ai 100 km/h. Questo avrà importanti ripercussioni sul moto ondoso, dato che di solito i venti di Grecale, quando soffiano intensamente davanti la Calabria, possono produrre una swell compatta, che gira Capo Spartivento e irrompe sulla costa ionica in set d’onda irregolari, che possono causare improvvise e brevi mareggiate.

Ma il Grecale rappresenta un problema anche per le Eolie, la costa tirrenica, e il litorale di levante di Capo Milazzo, che in questi casi può essere investito da mareggiate, per onda corta, che possono produrre dei problemi alle infrastrutture portuali.

L’ondata di maltempo si dovrebbe esaurire non prima di venerdì 3 aprile, condizionando pesantemente le celebrazioni della Settimana Santa, anche se il Venerdì Santo sarà in parte risparmiato, si spera già dal pomeriggio, in vista dell’antica processione delle Barette.

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