Elezioni Messina. Voti di centrosinistra per Basile e Sud chiama Nord

Elezioni Messina. Voti di centrosinistra per Basile e Sud chiama Nord

Pippo Trimarchi

Elezioni Messina. Voti di centrosinistra per Basile e Sud chiama Nord

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sabato 30 Maggio 2026 - 09:30

L'opinione. Significativo sostegno progressista al progetto amministrativo De Luca-Basile, Il centrosinistra ne tenga conto

di Pippo Trimarchi

Nel corso della campagna elettorale appena conclusa è andato emergendo un apprezzamento diffuso per il sindaco dimissionario Federico Basile. La valutazione positiva riguardava la sua azione amministrativa ma si estendeva al suo modo di proporsi, alla sua capacità di ascolto, alla competenza mai in discussione. Si percepiva, in sostanza, un gradimento personale verso Basile che smentiva nei fatti la narrazione di chi lo descriveva come un semplice burattino nella mani di Cateno De Luca. Questo è un dato politico dal quale ormai nessuno può ragionevolmente prescindere.

L’apprezzamento di elettori progressisti verso il progetto De Luca-Basile

La stima di molti elettori messinesi nei confronti di Basile era trasversale ai diversi schieramenti ma appariva più accentuata nel centrosinistra. D’altra parte molti potenziali elettori di questo schieramento che valutavano i risultati ottenuti dall’accoppiata De Luca-Basile senza il vincolo dell’appartenenza ne riconoscevano la prossimità alla loro visione di città. Era, dunque, legittimo attendersi un significativo voto disgiunto che, invece, ad urne chiuse non c’è sostanzialmente stato, limitandosi a un modesto 1,6%. Quello che invece è successo è addirittura più rilevante sul piano politico.

Lo spostamento strutturale di voti a favore di Basile

Come ha evidenziato Cateno De Luca nella conferenza stampa di ieri mattina, giovedì 29 maggio, i voti al candidato sindaco Basile sono cresciuti del 12,86% rispetto al 2022. I consensi alle liste a suo supporto sono aumentati del 17,40%. Il centrosinistra ha invece perso il 10.7% sia come preferenze per la candidata Antonella Russo sia come voti di lista. E’ dunque legittimo pensare che questo flusso di voti, aggiunto a quello seppur minore proveniente dal centrodestra, abbia contribuito in misura importante al notevole incremento di suffragi registrato dal candidato sindaco Basile e dalle sue liste.

I dirigenti del Pd sembrano vivere in un mondo a parte

Si è dunque verificato un vero e proprio terremoto politico, di cui l’attuale dirigenza del Pd non sembra rendersi conto. Una parte consistente dell’elettorato di centrosinistra, convinta della validità del progetto politico-amministrativo riconducibile a De Luca e Basile, ha deciso di appoggiarlo strutturalmente votando anche le liste di Sud chiama Nord. Con buona pace delle invettive, talvolta speciose, di Armando Hyerace. Non è affatto una novità di poco conto.

A fronte di questa situazione c’è da chiedersi perché alcuni esponenti di apparato del Pd e del centrosinistra continuino a porre veti rispetto a una possibile alleanza della loro coalizione con Cateno De Luca, in vista delle prossime elezioni regionali. Vogliono continuare a sopravvivere nel fortino della sconfitta? Vogliono ritardare ancora la possibile svolta della Sicilia, nel segno del progresso, della legalità, della valorizzatone dei territori, della buona amministrazione e dello sviluppo economico? Vogliono consegnare per l’ennesima volta la nostra meravigliosa isola a un destino segnato da appetiti di potere lontani dagli interessi dei cittadini? Vogliono resistere testardamente alle indicazioni che cominciano a provenire dal loro elettorato?

Il centrosinistra deve andare sui territori

Non c’è più tempo per i professionisti dello status quo. Bisogna agire con coraggio, onestà intellettuale e visione. Se i dirigenti del centrosinistra si muovessero sui territori e riuscissero a comprendere e provare affetto, cioè partecipazione vera e non di facciata, per i siciliani e le loro difficoltà, smetterebbero i panni dell’alterigia e verificherebbero con apertura mentale ogni opportunità di cambiamento. Solo così potrebbero diffondere maggiore fiducia tra i tanti elettori progressisti che soffrono la mancanza di una condivisibile rappresentanza politica e si rifugiano nell’astensione.

A Messina diminuisce l’astensionismo

Sul fronte della partecipazione al voto Messina ha segnato l’ora del risveglio, con una rincuorante crescita dei votanti (+ 6.42%). Qualcuno dirà che questo è dipeso dalla numerose liste presentate. Ma si tratta di un argomentazione smentita ieri mattina da Cateno De Luca, numeri alla mano. Nel 2026 ci sono state solo due liste in più rispetto al 2022. Se questa non è, quantomeno integralmente, la motivazione, può avere un senso immaginare che la platea degli elettori sia aumentata nella nostra città perché ha pesato di meno lo sconforto versa un’offerta politica poco coinvolgente. Anche questa è un’indicazione di cui tenere conto.

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