Picchi di + 233 % rispetto alla media sui Monti Peloritani
Il mese di marzo in Sicilia è stato caratterizzato da una presenza di alta pressione limitata ai soli cinque giorni iniziali, mentre nel resto del mese hanno prevalso condizioni di instabilità, più o meno marcata, tanto che dal 6 al 31 marzo non si è registrato un giorno con totale assenza di pioggia sull’intero territorio regionale. L’analisi è del Centro meteorologico siciliano.
Con l’arrivo di alcuni nuclei depressionari di origine atlantica sul Nord Africa e sulla penisola iberica, a partire dal 6 marzo sono comparsi fenomeni ad evoluzione diurna, capaci di generare eventi locali intensi, come l’isolato nubifragio registrato l’8 marzo nella stazione SIAS Mussomeli (CL) con intensità di 54 mm/h.
Nella seconda decade del mese, a questa circolazione è subentrato un quadro più instabile, consolidatosi con l’arrivo di masse d’aria di origine artica marittima, che hanno determinato la formazione della circolazione depressionaria “Jolina”, spostatasi dallo Stretto di Sicilia verso la Libia e che, tra il 15 e il 17 marzo, ha prodotto piogge diffuse, molto abbondanti soprattutto sul versante orientale dell’Etna e sui Peloritani, con un accumulo di 184 mm in 24 ore presso la stazione Linguaglossa Etna Nord (CT).
Il quadro instabile è proseguito con l’arrivo, a più riprese, di masse d’aria di origine balcanica e artica, capaci di attivare circolazioni cicloniche che hanno continuato a interessare la Sicilia fino alla fine del mese, con eventi di grandine rilevanti, come quello del 24 marzo in provincia di Ragusa, tra Chiaramonte Gulfi e Monterosso Almo, con accumulo al suolo di quasi 10 cm. Anche le nevicate si sono verificate a più riprese in alta quota, scendendo localmente sotto i 800-900 m s.l.m. tra il 27 e il 28 marzo.
