La cantante si esibirà il 2 maggio nella stessa kermesse in cui ci saranno anche Serena Brancale e Delia Buglisi: "Io voglio dar voce alla Sicilia nel mondo"
LONDRA – Si chiama Sharon, ha 27 anni ed è a Londra da quando ne aveva 19. E cioè da quando ha lasciato Messina in cerca di “opportunità migliori rispetto a quelle che avevo” in riva allo Stretto. La giovane donna oggi è conosciuta come Cherry Clementine, nome d’arte con cui sta rendendo reale il suo sogno di diventare una cantante. Un sogno che il prossimo 2 maggio la porterà sul palco del Sicily Fest di Londra, un evento ormai famoso in tutta Europa.
Cos’è il Sicily Fest a Londra
Il Sicily Fest, infatti, è una manifestazione che si rinnova da 11 edizioni ed è stata ideata da Sarah Spampinato, catanese d’origine. Associa le specialità culinarie siciliane alla musica e allo spettacolo. Ma soprattutto nel corso di questi anni ha dato spazio a tanti artisti del Sud Italia e a tanti artigiani che esportano nel Regno Unito la cultura gastronomica e l’identità sicula. Quest’anno si tiene dal 30 aprile al 4 maggio 2026, e come sempre sarà al Business Design Centre di Londra.
Sharon: “Cresciuta in un contesto non facile”
Intervistata da Tempostretto, Sharon ha raccontato il suo percorso: “Sono cresciuta in un contesto non facile, ma il mio passato è parte fondamentale di ciò che sono oggi. Se sono qui, è grazie a quella piccola Sharon di 15 anni che non ha mai mollato. Paradossalmente, mi sentivo più forte allora. Oggi sono diventata molto più sensibile, e proprio questa sensibilità nutre la mia musica”.
Cherry Clementine: “La mia musica parla di riscatto personale”
“La mia musica – ha proseguito – parla di riscatto personale e del desiderio di dare voce alla Sicilia nel mondo. Racconto problemi reali, spesso attraverso sonorità reggae e rap generi nati dalla ribellione e dall’esigenza di esprimere verità scomode. Il mio singolo uscito a gennaio, Sutteponti, denuncia una realtà che mi sta a cuore: la tendenza a costruire nuove infrastrutture destinate all’abbandono invece di migliorare quelle esistenti. A Messina, ancora oggi, molte persone vivono senza acqua corrente per gran parte della giornata e in abitazioni costruite nel dopoguerra con materiali dannosi come l’amianto. È una realtà che non può essere ignorata”.
La voglia “di dire qualcosa” e il nuovo singolo
Sharon ha proseguito: “La mia musica nasce proprio da questo: dall’urgenza di dire qualcosa. Non dal semplice desiderio di cantare, ma dalla necessità di esprimermi. Il 24 aprile uscirà il mio nuovo singolo, Jammin in ‘da Sicilia. È un brano che racconta la bellezza della nostra terra senza dimenticarne le contraddizioni”.
La cantante messinese: “Sicily Fest per me un traguardo enorme”
Poi un passaggio sul festival e sulla sua carriera fino a questo momento: “Essendo un’artista indipendente, non ho avuto grandi mezzi per promuovere i miei primi lavori o realizzare videoclip elaborati. Tuttavia, ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno creduto in me, come Sarah Spampinato, fondatrice del Sicily Fest di Londra. Lei da oltre 11 anni dà spazio ad artisti del Sud Italia. Quest’anno avrò l’onore di esibirmi al Sicily Fest il 2 maggio con un live di un’ora, accompagnata da una band straordinaria che mi supporta ogni giorno. Il festival vedrà la partecipazione di diversi artisti in giorni distinti. Il 30 maggio aprirà Serena Brancale, seguiranno gli Italian Radio Society, il 2 maggio sarà il mio turno sul palco, il terzo giorno si esibirà Sissy Castrogiovanni e, a chiudere il festival, Delia Buglisi. Condividere lo stesso progetto con artisti di questo calibro rappresenta per me un traguardo enorme”.
Un sogno che si avvera, quindi: “Un anno fa, prima di laurearmi in Music Production & Live Performance alla Point Blank Music School di Londra, avevo creato una timeline con gli obiettivi da raggiungere entro uno o due anni. In quella lista avevo inserito artisti come Serena Brancale e Mama Marjas. Oggi ritrovarmi anche solo nello stesso contesto artistico è la dimostrazione che i sacrifici stanno iniziando a dare i loro frutti. Spero che con l’uscita di Jammin in ‘da Sicilia possa avvicinarmi ancora di più al pubblico messinese e, presto, tornare a esibirmi nella mia terra. A casa mia”.
Il legame con Messina: “Potessi tornerei subito”
Sharon mantiene saldo il suo legame con Messina e la sua terra: “Se avessi la possibilità di avere un Lavoro stabile e produrre la mia musica da lí lo farei subito. Partirei di tanto in tanto a visitare altre città. Non vorrei fare la turista in Sicilia per due settimane l’anno come adesso per il resto della mia vita”.
Il messaggio: “Non fatevi condizionare dal contesto”
E infine, un messaggio alla Sharon bambina “e a tutte le bambine e adolescenti che si sentono come mi sentivo io. Non lasciate che il contesto in cui si cresce determini chi siete per il resto della vostra vita. Grazie alla mia famiglia e amici che mi hanno dato sempre fiducia, ho smesso di ascoltare i giudizi altrui e ho iniziato ad essere me stessa cercando la mia felicità. Suona mainstream ma è vero. Cercate sempre il supporto necessario da parte di chi vi vuole bene, è l’unica cosa che mi mantiene viva prima della musica”.

Con tutto il rispetto per l’artista che dimostra capacità eccellenti ma è da cinquant’anni che leggo e sento la parola riscatto, cantiamo di altro possibilmente.