Società Stretto di Messina, Bonelli contesta l'eccesso di dirigenti. Ciucci: "Quasi tutti in distacco"

Società Stretto di Messina, Bonelli contesta l’eccesso di dirigenti. Ciucci: “Quasi tutti in distacco”

Redazione

Società Stretto di Messina, Bonelli contesta l’eccesso di dirigenti. Ciucci: “Quasi tutti in distacco”

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domenica 31 Maggio 2026 - 20:21

Scontro anche su 12 milioni di euro da restituire all’Europa per i ritardi: Ciucci parla di procedura tecnica per partecipare a nuovi bandi

«Salvini deve restituire 12 milioni di euro all’Europa per la progettazione del ponte. Il bilancio della Stretto di Messina racconta molto meglio della propaganda di Salvini cosa sia oggi il Ponte sullo Stretto: non una risposta ai problemi del Sud, ma una macchina societaria costosa, costruita attorno a un’opera inutile e dannosa. Il dato è assurdo: su 116 dipendenti, 89 sono dirigenti o quadri e solo 27 sono impiegati. In un solo anno il personale aumenta di 32 unità, ma la crescita riguarda soprattutto le figure apicali. Questa non è una normale struttura operativa: è una piramide rovesciata pagata con soldi pubblici. A rendere il quadro ancora più grave c’è la deroga al tetto dei 240mila euro previsto per gli stipendi nelle società pubbliche, introdotta dalla maggioranza. Una deroga fatta su misura, che consente ad alcuni dirigenti della Stretto di Messina di superare quel limite, mentre il costo del personale continua a crescere. Intanto, la stessa società dovrà restituire 12,375 milioni di euro all’Unione europea perché i ritardi nell’iter approvativo non hanno consentito di rispettare i tempi previsti per le attività finanziate sulla progettazione esecutiva della parte ferroviaria dell’opera. È il conto salato che pagano gli italiani per un progetto portato avanti a colpi di propaganda, forzature e annunci».

Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs, Alleanza Verdi e Sinistra, e co-portavoce di Europa Verde.

La replica di Pietro Ciucci

L’amministratore delegato della società, Pietro Ciucci, intervistato da Ansa, così replica: “I dipendenti di Stretto di Messina provengono per la quasi totalità da Anas e da altre società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, in regime di distacco e mantenendo il trattamento economico delle società distaccanti. I compensi per il Cda e in particolare per il presidente e per l’amministratore delegato sono stati fissati entro i limiti previsti dal cosiddetto “tetto ai compensi” definito dalle norme di legge in vigore. La deroga al tetto sui compensi, prevista per legge per il solo personale dipendente di Stretto di Messina, riguarda attualmente due dirigenti di alto profilo e risponde alla necessità di assicurare alla società le professionalità idonee per la realizzazione di un’opera come il ponte sullo Stretto di Messina e, quindi, di essere in grado di svolgere ai massimi livelli azione di dialogo, negoziazione e controllo nei confronti di tutti i soggetti italiani e internazionali coinvolti nella realizzazione che possono contare su organizzazioni di primo livello”.

“Per quanto riguarda invece la restituzione – che riteniamo possa essere momentanea – del contributo europeo, nel marzo di quest’anno, tenuto conto della nuova tempistica per l’inizio dei lavori, è stata la stessa società Stretto di Messina ad avviare la procedura di richiesta di risoluzione anticipata. Il Grant Agreement, firmato l’11 ottobre 2024 con Cinea (Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency) della Commissione Europea per il cofinanziamento europeo di circa 25 milioni di euro, è volto a coprire il 50% dei costi di progettazione esecutiva dell’infrastruttura ferroviaria dell’opera, che avrebbe dovuto essere avviata entro aprile 2026. Il nuovo iter approvativo del progetto del ponte potrebbe essere completato entro la fine dell’estate 2026, potendo così avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno. In questo quadro, la risoluzione anticipata del Grant Agreement consente alla Stretto di Messina di partecipare nuovamente ai prossimi bandi europei CEF – Connecting Europe Facility for Transport -, tenuto conto che restano del tutto inalterati i giudizi dell’Europa che avevano determinato la vittoria con i più alti punteggi al bando 2024, relativi all’interesse collettivo dell’opera e alla sua capacità di incidere sui quattro obiettivi dei corridoi Ten-T: coesione, efficienza, sostenibilità e incremento dei benefici per gli utenti”, conclude l’ad della Stretto di Messina.

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