Al via il pagamento delle indennità per i terreni destinati al nuovo centro di trattamento rifiuti
MESSINA – Un altro passo verso la realizzazione dell’impianto di Mili per il trattamento della frazione umida e di supporto al ciclo depurativo. Con la determinazione dirigenziale numero 3192 dell’8 aprile 2026, il Dipartimento Servizi Tecnici del Comune di Messina ha dato il via libera all’impegno di spesa per le procedure espropriative necessarie alla costruzione dell’opera.
La somma stanziata ammonta complessivamente a 401mila 338 euro e servirà a coprire le indennità da corrispondere ai proprietari dei terreni, oltre agli oneri fiscali e di pubblicazione.
La gestione operativa e i fondi Pnrr
Il provvedimento segue l’atto di intesa tra la Srr (Società regolamentazione rifiuti) “Messina Area Metropolitana” e Palazzo Zanca, che ha autorizzato il Comune a gestire la fase esecutiva degli espropri. L’intervento rientra nelle linee di finanziamento del Pnrr dedicate al miglioramento della gestione dei rifiuti.
“Nell’ambito della gestione operativa della procedura espropriativa – si legge nel documento – è inclusa l’esecuzione del decreto di esproprio e la gestione del pagamento e/o deposito dell’indennità”. Una fase tecnica obbligatoria per permettere l’apertura del cantiere a Mili.
Il dettaglio dei pagamenti
La ripartizione dei fondi impegnati prevede diverse voci di spesa. La quota più consistente, pari a 365.490 euro, è destinata “a favore delle ditte a titolo di indennità di espropriazione”.
A questi si aggiungono 35mila 048 euro in favore dell’Agenzia delle Entrate per gli oneri accessori di registrazione, trascrizione e volturazione, e 800 euro per le spese di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (Gurs).
Prossimi adempimenti
Con l’approvazione di questo atto, il Servizio Espropriazioni potrà ora “procedere con successivi atti alla liquidazione e/o deposito agli aventi diritto”. L’iter burocratico prosegue dunque spedito per rispettare i tempi dettati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nonostante le forti resistenze manifestate sul territorio dai comitati locali, preoccupati per l’impatto dell’impianto in una zona che già ospita il depuratore cittadino.
