Dal Comune, i revisori dei conti: «Occhio alle partecipate». Entro lunedì si potranno presentare emendamenti, mercoledì la prima commissione approverà il previsionale. Oggi il collegio dei revisori ha esposto il loro parere, ecco tutte le raccomandazioni. Alla Provincia, in attesa del dibattito che prenderà il via mercoledì, presentati circa 800 emendamenti
Si chiude il cerchio intorno al bilancio di previsione 2009 del Comune. Mercoledì prossimo, infatti, la prima commissione consiliare di Palazzo Zanca, presieduta da Giuseppe Melazzo (nella foto) dell’Udc, approverà la manovra da 680 milioni di euro, con gli eventuali emendamenti che potranno essere presentati entro lunedì. Sempre mercoledì, ma nel pomeriggio, prenderà il via la sessione di consiglio comunale che porterà alla definitiva adozione del bilancio. Un percorso tortuoso, iniziato in maniera burrascosa con la complicata vicenda dei revisori dei conti, e che potrebbe riservare ancora battaglie in aula.
Proprio il collegio dei revisori, il presidente Roberto Aricò e i componenti Domenico Donato e Domenico Maesano, questa mattina hanno illustrato alla commissione i contenuti del loro parere positivo al bilancio. Un parere che contiene tutta una serie di raccomandazioni all’amministrazione. La principale riguarda, ovviamente, le società partecipate. Il collegio, infatti, raccomanda di «dotare l’ente di procedure di controllo atte ad impostare e monitorare i processi decisionali in corso nelle aziende speciali e società partecipate, al fine di essere tempestivamente a conoscenza delle evoluzioni gestionali e, soprattutto, degli impegni finanziari assunti dalle stesse».
Le società dovranno, dunque, inviare bilanci periodici accompagnati da dettagliate relazioni (invito già accolto dall’assessore alle Politiche finanziarie Orazio Miloro), e con le stesse andranno stipulati appositi “contratti di servizio”. Inoltre, secondo i revisori, si dovrà «valutare la convenienza economica-finanziaria del mantenimento di partecipazioni in società che registrano costantemente perdite di esercizio».
Altro punto delicato, i debiti fuori bilancio, che andranno «censiti costantemente». Si dovrà approvare il Piano triennale delle opere pubbliche, «monitorare costantemente gli oneri finanziari derivanti dai contratti di finanza derivata stipulati», accelerare sul contrasto all’evasione dei tributi, «adeguare il Piano generale degli impianti pubblicitari», e predisporre la delibera per il triennio 2009-2011 del Piano triennale del fabbisogno di personale. Infine due punti sui quali l’amministrazione è invitata a porre la lente d’ingrandimento: i cosiddetti oneri concessori, la cui riscossione andrà verificata dal Comune, e soprattutto la dismissione degli immobili, passaggio fondamentale, per stessa ammissione del ragioniere generale Ferdinando Coglitore, per evitare il dissesto finanziario.
Mentre al Comune si attende ancora l’ok della commissione bilancio al Previsionale 2009, a Palazzo dei Leoni è partito il countdown per l’avvio del dibattito in Consiglio, che culminerà con l’approvazione della manovra. Il Conto è in stand-by da qualche giorno, dopo la votazione in seconda commissione avvenuta lo scorso venerdì. Il motivo di questo ritardo, dopo quello accumulato in questi mesi, è legato al “caso Panetta”, consigliere che dovrebbe essere sostituito in aula da Rosy Danzino Bonomo, così come prevede la sentenza del Tar di Catania dello scorso 4 giugno. L’ormai ex autonomista però, ha presentato tramite il suo legale una diffida a procedere rivolta ai consiglieri, in quanto avrebbe tutta la documentazione pronta per ricorrere al Cga e soprattutto perché lo stesso Panetta ha presentato delle memorie scritte, allegate alla delibera di surroga, all’interno delle quali vengono segnalate alcune cause di ineleggibilità che non permetterebbero alla Bonomo di prendere il suo posto.
La questione appare abbastanza ingarbugliata, ma dovrebbe comunque risolversi mercoledì, nella prossima seduta di Consiglio. Non è escluso che molti consiglieri si astengano dalla decisione in sede di votazione. Tornando al Bilancio Preventivo, un chiaro segnale che testimonia quanto saranno complessi e lunghi i lavori per la sua approvazione, è rappresentato dai circa 800 emendamenti presentati. La situazione è di profondo rischio: dietro l’angolo c’è il commissario ad acta.
E.Rigano-S.Caspanello
