Conclusa la prima missione del 2026
Si è conclusa con risultati straordinari la prima missione medica del 2026 in Etiopia del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina – Bambino Gesù. Sono stati 50 i bambini operati, a fronte dei 30 interventi inizialmente programmati, nell’ambito del progetto “Cuori Ribelli”, promosso dall’Asp di Messina, diretta dalla Direzione Strategica composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta e dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi, e finanziato dalla Organizzazione non governativa Una Voce per Padre Pio, presieduta da Enzo Palumbo.
La collaborazione internazionale ad Addis Abeba
Con questa nuova tappa, l’Etiopia diventa il quindicesimo Paese estero in cui la squadra di Taormina, guidata dal cardiochirurgo Sasha Agati, ha portato la propria esperienza e competenza al servizio dei bambini. La missione nel Paese del Corno d’Africa nasce da un incontro avvenuto lo scorso dicembre a Taormina tra il medico Agati e l’imprenditore etiope Berhan Tedla. Da questo primo contatto è scaturita una collaborazione che ha permesso al gruppo di lavoro italiano di operare presso l’ospedale Etiope-Istanbul della capitale Addis Abeba. Tutti gli interventi sono stati effettuati gratuitamente, a beneficio di famiglie prive di accesso a cure specialistiche.
L’attività medica è stata sostenuta dalla Organizzazione non governativa Una Voce per Padre Pio e dalla Fondazione Cuore a Cuore, mentre la logistica è stata interamente supportata dallo stesso Tedla. Alla missione hanno contribuito anche professionisti sanitari provenienti da Camerun, Libia e Costa d’Avorio, evidenziando un importante modello di cooperazione tra Paesi africani e rafforzando una rete di competenze condivise a beneficio dei pazienti.
Interventi e cure specialistiche
Nel corso della missione sono stati eseguiti 50 interventi chirurgici, con picchi fino a 8 operazioni al giorno, oltre a diverse procedure di emodinamica guidate dal medico Paolo Guccione. Particolare attenzione è stata riservata ai bambini affetti da sindrome di Down, offrendo loro una concreta possibilità di cura in contesti in cui spesso l’accesso alla chirurgia è ancora limitato.
L’impegno nel Somaliland e la visita istituzionale
Durante i dieci giorni di missione, l’équipe italo-etiope si è trasferita per tre giorni a Jigjiga, nella regione etiope del Somaliland. Presso l’Ospedale Universitario di Jigjiga sono stati eseguiti 9 interventi chirurgici, restituendo speranza a famiglie che non avevano altre possibilità di accesso alle cure. Nel corso della missione, il gruppo di lavoro ha ricevuto la visita del presidente della repubblica etiope, Taye Atske-Selassie, che ha voluto incontrare personalmente l’équipe, esprimendo parole di grande apprezzamento per il lavoro svolto e per l’impegno umanitario degli operatori italiani.
La squadra italiana era composta, oltre che dai medici Sasha Agati e Paolo Guccione, dalla neonatologa Eleonora Di Tommaso, dagli infermieri Alice Vailati, Claudia Fazio e Maria Mangnabosco, dal perfusionista Michele Cuffari e dal cronista Matteo Arrigo.
