Dal -14 al playout salvezza, dal fallimento al Racing City Group, ora però il destino dei biancoscudati si decide sul campo in 90 (o 120) minuti fuori casa
MESSINA – La partita che adesso si vale davvero un’intera stagione. Il Messina giocherà il playout salvezza domenica 10 maggio allo stadio “Aldo Campo” contro i padroni di casa del Ragusa. Un derby siciliano per restare in quello che comunque è un purgatorio, la Serie D, o per vivere un’amara seconda retrocessione in due anni sprofondando in Eccellenza.
Il Messina aveva questo obiettivo a inizio stagione, quando a fine agosto in tutta fretta fu messa insieme una squadra già consapevole di essere penalizzata di quattordici punti e molti di quei protagonisti dopo una lunga rincorsa sono arrivati a giocarsi questa che è la vera finale.
Nonostante tutto ad un certo punto i biancoscudati hanno lottato anche per la salvezza diretta, possibile ancora a poche giornate dalla fine anche dopo un lungo passaggio a vuoto durato otto partite senza vittorie e con quattro sconfitte in casa. Il non avere più nulla da perdere, e anche non avere la possibilità di pareggiare per mantenere la categoria, unito al fatto che questa è l’ultima fatica, potrebbe far scattare quel qualcosa in più al gruppo biancoscudato.
Lato avversario va detto che il Ragusa si trova appena sopra il Messina in classifica ma realmente i biancoscudati hanno dodici punti in più sul campo e il Ragusa avrà le sue pressioni, non vincendo da quattro partite, avendo perso l’ultima in casa e non avendo battuto il Messina nelle due sfide di campionato.
L’avversario Ragusa
Il Ragusa a lungo nella griglia playout avrebbe avuto la possibilità di salvarsi direttamente, superando all’ultima giornata in casa l’Athletic Club Palermo, ma non è riuscita nell’impresa. La squadra di Gaetano Lucenti si giocherà quindi la permanenza in Serie D contro il Messina avendo dalla sua il doppio risultato, perché anche in caso di pareggio dopo i novanta minuti, si andrebbe ai supplementari dove, se persistesse il pareggio, risulterebbe salva la formazione che era meglio classificata.
Da inizio stagione la squadra iblea ha sempre fatto affidamento al 3-5-2, raccogliendo 7 vittorie, 13 pareggi e 14 sconfitte. Differenza reti in negativo, 23 gol fatti e 34 subiti, ma è la seconda miglior difesa delle squadre al playout, dopo il Messina. In casa ne ha subiti appena quindici ed ha perso solo cinque partite.
Tra le file degli iblei figurano anche due ex Acr Messina Giuseppe D’Amore, cresciuto proprio nelle giovanili biancoscudate, e Clemente Crisci, tra i protagonisti dell’ultima promozione tra i professionisti della squadra dello Stretto.
I precedenti in campionato
All’andata in casa del Ragusa la partita finì 0-0. Una sfida in cui il Messina, come confermato qualche settimana fa pubblicamente dall’allora ds Martello, andò lì per non farsi male e non perdere. Una partita che non regalò particolari emozioni e occasioni ma che in quel momento mister Romano preferì giocarsela senza rischiare attendendo poi il momento giusto al ritorno per mettere sotto una diretta rivale. È cambiato il mondo da allora e adesso per il Messina quella col Ragusa non potrà essere una partita di transizione.
Al ritorno vittoria del Messina, che interruppe un digiuno di otto partite consecutive senza vittoria e una striscia di quattro sconfitte di fila al “Franco Scoglio”. A deciderla Touré su assist di tedesco nel secondo tempo, quel Touré che è stato decisivo contro il Milazzo e che fuori casa non segna dall’1 marzo nella trasferta di Favara poi terminata 1-1.
