Il comitato scrive a Schifani e a Di Stani contro i rinvii. L'Ufficio per il risanamento annncia la data per l'abbattimento dell'ultima baracca
MESSINA – Un’attesa che dura da anni e una pazienza ormai esaurita. I residenti del primo tratto di via delle Mura hanno inviato un sollecito al commissario per il risanamento, Renato Schifani, e alla prefetta Cosima Di Stani. Al centro della contesa c’è il mancato avvio dei lavori di riqualificazione in un’area dove le prime demolizioni risalgono a sei anni fa, ma che oggi appare ancora come un cantiere incompleto.
L’affondo del Comitato: “Vogliamo certezze su fondi e tempi”
Il portavoce del comitato promotore, Giovanni Pino, ha messo nero su bianco i dubbi e i timori dei cittadini che vivono tra il degrado e i ritardi burocratici, sottolineando come la situazione sia ormai insostenibile.
“La demolizione della baraccopoli insistente nel primo tratto di via delle Mura risale ormai all’anno 2020”, esordisce Pino nel testo della petizione, aggiungendo che “già dal 2021 i residenti e i cittadini della zona attendono l’avvio degli interventi di riqualificazione e sistemazione dell’area, più volte annunciati nel corso degli anni”. Secondo il comitato, i contatti avuti finora con gli uffici non hanno prodotto risultati concreti: “Sono seguiti riscontri che hanno sistematicamente rinviato in avanti le tempistiche di avvio dei lavori, senza che ad oggi siano stati registrati concreti avanzamenti operativi”.
Il timore del definanziamento
Oltre al degrado, a preoccupare i cittadini è la gestione economica del progetto. I residenti chiedono infatti chiarimenti sulla reale disponibilità delle somme stanziate, temendo che i ritardi possano portare alla perdita dei finanziamenti ministeriali.
“Una quota rilevante delle risorse ricomprese nel Cup risulta già assorbita da interventi completati su altri ambiti, mentre il primo tratto di via delle Mura continua a non registrare avanzamenti concreti”, denuncia Giovanni Pino a nome dei sottoscrittori. Per questo motivo, il comitato ha chiesto formalmente di sapere “quale sia la scadenza attualmente prevista per l’utilizzo delle risorse afferenti al Fondo di Coesione del Ministero dell’Interno” e se “sussistano rischi di perdita, definanziamento o riprogrammazione delle somme originariamente stanziate”.
La risposta: l’ultima demolizione entro metà giugno
Ma uno spiraglio operativo sembra finalmente aprirsi. L’Ufficio del Commissario al risanamento ha infatti fornito un riscontro tecnico sulla tempistica dell’intervento. La consegna dei lavori per la demolizione dell’ultima baracca ancora in piedi avverrà entro metà giugno. Questo passaggio dovrebbe rappresentare la “chiave di volta” per sbloccare l’intero comparto e consentire, finalmente, l’avvio delle opere di sistemazione urbana richieste a gran voce dai residenti.

A Messina….avere certezze su fondi e tempi per esecuzione lavori……..,ma dove vivete?……
Demolizione finale entro giugno…..ma l anno.???Sob.
Più di sei anni per due baracche.
Figurati per il ponte….