Albero crolla sulla A20 e uccide medico, Cas a processo

Albero crolla sulla A20 e uccide medico, Cas a processo

Alessandra Serio

Albero crolla sulla A20 e uccide medico, Cas a processo

lunedì 18 Maggio 2026 - 18:16

Per la tragedia di Francesco Maniaci saranno processati in cinque

Sarà il processo a stabilire se la morte di Francesco Maniaci è stata un incidente o poteva essere evitata. Il giudice per l’udienza preliminare di Termini Imerese Gregorio Balsamo ha rinviato a giudizio i cinque indagati per la tragedia del 2023 quando un grosso pino precipitato sull’autostrada A20 Messina – Palermo, all’altezza di Campofelice di Roccella, uccise il medico di Sant’Agata di Militello  Francesco Maniaci

Medico morto in autostrada, processo per il Cas

Il processo comincerà davanti al Tribunale di Termini a partire dal prossimo 8 ottobre e servirà a vagliare le effettive responsabilità dell’allora vertici del Consorzio autostrade siciliane e i responsabili tecnici del tratto dove è avvenuto l’incidente. Alla fine del vaglio preliminare il Giudice ha disposto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste per uno degli originari sette indagati, mentre per un altro di essi è stata ordinata la restituzione degli atti al Pubblico Ministero per nullità della richiesta di rinvio a giudizio a seguito della mancata esecuzione dell’interrogatorio richiesto. Per lui le indagini ripartono da zero.

Pino cade sulla A20

La morte del medico 43enne è avvenuta il 9 ottobre di tre anni fa . Maniaci come quasi tutte le mattine era diretto a Trapani dove era impiegato all’ufficio di medicina legale dell’Inps, quando un grosso albero precipitato sulla corsia ha centrato in pieno la sua auto, non lasciandogli scampo. La famiglia, assistita dall’avvocato Massimiliano Fabio, ha chiesto alla Procura di stabilire se ci sono responsabilità a carico del Consorzio autostrade siciliane per la eventuale mancata manutenzione del tratto autostradale, come causa del crollo dell’albero. Tesi fondata, secondo il sostituto procuratore di Termini Imerese Giacomo Barbara, che ha chiesto il rinvio a giudizio di sette persone tra responsabili e direttori dei lavori del Cas.

“Tragedia assurda e inspiegabile”

“Da quel giorno la famiglia vive segnata dal dolore per una tragedia assurda, determinata dalla caduta sulla carreggiata di un albero cresciuto incontrollatamente, non adeguatamente potato, nonsottoposto ad effettivo controllo di stabilità e non rimosso nonostante pregresse manifestazioni di pericolo”, commenta l’avvocato Massimiliano Fabio che assiste i familiari della vittima, ammessi come parte civile al processo.

Il nodo alberi in carreggiata

“Il codice della strada imponeva di controllare, manutenere, potare, abbattere o comunque mettere in sicurezza l’alberatura pericolosa e adottare le misure necessarie a impedire che la presenza di un albero instabile in prossimità della carreggiata si trasformasse in un pericolo mortale per gli utenti dell’autostrada”, commenta l’avvocato Fabio. Proprio in queste settimane il Cas è alle prese con la “grana” potature alberi. Gli interventi effettuati per conto del Consorzio infatti hanno sollevato le polemiche degli ambientalisti e portato all’apertura di una verifica da parte della Forestale.

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