Ponte, Ciucci: "Approvazione entro il 2026 e fine lavori nel 2033"

Ponte, Ciucci: “Approvazione entro il 2026 e fine lavori nel 2033”

Marco Olivieri

Ponte, Ciucci: “Approvazione entro il 2026 e fine lavori nel 2033”

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martedì 26 Maggio 2026 - 22:00

Le dichiarazioni dell'ad della Stretto di Messina. "Il 2034 il primo anno della grande opera", afferma con ottimismo. Le critiche di Nicita (Pd)

Aggiornamenti sul ponte sullo Stretto in ambito istituzionale. A parlare è l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, a margine della presentazione della relazione del Cipess in Parlamento. “Considerate le procedure previste dal nuovo decreto legge Commissari e le attività già svolte e in corso, si ritiene che l’iter approvativo possa essere completato entro la fine dell’estate 2026, potendo così avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre dell’anno. Il cronoprogramma della realizzazione del ponte prevede 7,5 anni. Fine lavori nel 2033. Il 2034 sarà primo anno di esercizio del ponte”.

“Di nuovo all’esame del Cipess entro giugno”, Nicita: “Il ponte sullo Stretto è già morto”

Le dichiarazioni sono riportate dall’Ansa. E sempre all’agenzia di stampa ha aggiunto: “Contiamo di essere nuovamente
all’esame del Cipess entro il prossimo mese per avere una nuova delibera da mandare al vaglio della Corte dei conti”.

Si tratta di un percorso già annunciato da Ciucci e il ministro Matteo Salvini. Di diverso parere, di recente, Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo Pd, nel suo intervento nell’aula del Senato: “Do una notizia: il Ponte sullo stretto è morto. Il Ponte non è morto solo per due rilievi fondamentali insuperati: uno dell’Antitrust sugli aiuti di Stato e uno dell’Anac sul fatto che serve una nuova gara. È morto perché all’articolo 1 comma 8 è scritto che i lavori del Ponte inizieranno nella seconda parte della legislatura, non di questa ma della prossima, nella quale auguro a tutti di esser presenti”.

“Nel frattempo – ha continuato Nicita – si definanziano 2,8 mld dal Ponte, per ripianare i debiti Rfi, e si trasferiscono 2,1 mld al patrimonio destinato di Cassa depositi e prestiti, del quale nulla si sa. Più di 5 miliardi, che provenivano dai Fondi di sviluppo e coesione di Sicilia e Calabria, destinati a finanziare infrastrutture già pronte come Siracusa-Gela, vengono sottratti al Ponte” (fonte Il Sole 24 Ore Radiocor)

2 commenti

  1. Marcella Millimaggi 26 Maggio 2026 22:33

    Nel frattempo la società continua a pagare stipendi!

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  2. Ciucci nonostante tutto continua a fare programmi……E bastaaaaaaaaaa
    Però intanto, passando i mesi passano in giudicato anche i bei stipendi all’amministratore Delegato e Compagnia

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