Una lite con giovani catanesi prima dell'auto lanciata sulla folla. Appello della Polizia ai testimoni
C’è la lite con un gruppo di ragazzi provenienti dal catanese dietro l’episodio al centro della denuncia social del sindaco De Luca, sfociato nel fermo di due giovani messinesi per tentato omicidio. I ragazzi sono ora in carcere, in attesa di essere interrogati dal giudice per le indagini preliminari. Il Gip Salvatore Pugliese li ascolterà domattina alla presenza dei difensori, gli avvocati Salvatore Silvestro, Giovanni Caroè e Tommaso Calderone.
Movida selvaggia, appello della Polizia
Intanto la Questura di Messina lancia l’appello a chiunque abbia elementi utili per ricostruire la vicenda di fornirli alle forze dell’Ordine, in particolare ai tanti giovani che quella notte si trovavano fuori dalla nota discoteca di Taormina e sono stati in qualche modo coinvolti nell’episodio. Al momento contro i due giovani di 24 e 25 anni – alla guida dell’auto c’era il più giovane – non è stata sporta alcuna denuncia.
L’indagine sull’auto lanciata sulla folla

Malgrado il silenzio sull’episodio la Polizia ha avviato da subito gli accertamenti, esaminando i video circolati sui social e ascoltando alcuni testimoni, ed ha individuato i due responsabili della folle corsa dell’auto, che poteva avere conseguenze ancora più gravi. Al vaglio anche le immagini di video sorveglianza di zona. I ragazzi sono già stati ascoltati dal pubblico ministero Fabrizio Monaco che ha disposto il fermo, in attesa dei provvedimenti del giudice.

