Nonostante l'iter lunghissimo e il caso venutosi a creare, il Consiglio ha preso atto della sentenza del Tar e ha dichiarato eletta la “consigliera” vicino a Daniela Bruno
La seduta che dovrebbe dare l’avvio al dibattito in Consiglio provinciale sul Bilancio di Previsione 2009, si è aperta con l’ingresso ufficiale in aula di Rosy Danzino Bonomo. I colleghi consiglieri hanno infatti votato, la presa d’atto della sentenza del Tar che sancisce la sostituzione tra l’esponente autonomista vicina all’assessore Daniela Bruno e Marco Panetta, la successiva surroga e la convalida che di fatto permette alla seconda consigliere donna (l’altra è Lalla Parisi) di fare il suo ingresso in aula.
Si conclude dunque senza alcuna “nota alta” una vicenda che si è trascinata per settimane in prima commissione. I punti inseriti all’ordine del giorno suppletivo sono stati votati con l’interezza dei voti favorevoli dei consiglieri, con la sola eccezione dell’astenuto Piero Briuglia (Pdl), presidente della commissione Bilancio. Nonostante in prima commissione avesse prevalso l’astensione sul primo e sul secondo punto (6 astenuti e 4 favorevoli) e la mancata votazione del terzo (avendo carattere d’urgenza, trascorsi cinque giorni, è comunque approdato in Consiglio), l’aula ha così sancito l’elezione della Bonomo, anche se con qualche mese di ritardo.
Come detto però, l’iter è stato abbastanza lungo e tortuoso. Inizialmente Panetta si era appellato alla mancata trasmissione del dispositivo della sentenza del Tribunale Amministrativo, annunciando poi il pronto ricorso al Cga avverso la decisione del Tar. Ma la situazione era divenuta ancora più complessa quando lo stesso ormai ex consigliere, aveva presentato delle proprie memorie contestando uno stato di ineleggibilità della Bonomo, legato alla posizione professionale dell’autonomista. La richiesta è andata di pari passo con la sollecitazione dell’avvocato di Panetta rivolta ai consiglieri e contenente l’invito a non procedere alla surroga. Con l’ovvia conseguenza che l’avvocato che difendeva la Bonomo, richiedesse esattamente l’inverso.
Oggi però il Consiglio si è espresso, ha ritenuto che ci fossero le condizioni di eleggibilità della Bonomo, permettendole di giurare. Come detto l’unico consigliere che si è astenuto è Piero Briuglia, che non si è voluto prendere la responsabilità su una questione a suo dire non ancora del tutto chiaro. Pino Galluzzo invece, capogruppo della GdL, pur votando favorevole, ha chiesto la lettura in aula del parere espresso dall’Ufficio legale, parere positivo che costituirà parte integrante dell’atto deliberato. Ciò probabilmente a maggiore garanzia della posizione presa, anche se il dirigente competente Calabrò, ha voluto ribadire l’assoluto potere decisionale sovrano dei consiglieri.
Ha preso la parola anche il capogruppo dell’Mpa Carlo Cerreti, che ha commentato: “Oggi si respira un’aria festosa, ma dopo quaranta giorni non può essere dimenticato l’iter che ha portato all’insediamento della nostra collega. Abbiamo assistito a diversi episodi che hanno completamente gettato nella confusione i componenti della commissione. L’astensione su una presa d’atto di una sentenza del Tar è incredibile e ha fatto lievitare il danno per il Movimento per l’Autonomia”. Non manca il riferimento per Panetta: “un ragazzo che abbiamo imparato a conoscere, che ci mancherà”, ma poi arriva anche la stoccata: “bisognerà verificare la legittimità di alcune presenze in commissione”. Alla base dei walzer di questi mesi ci sono anche motivazioni politiche, dettate dai rapporti deteriorati tra il deputato Carmelo Lo Monte e lo stesso Panetta, che aveva richiesto al parlamentare autonomista la salvaguardia del patrimonio elettorale ottenuto. Il passaggio al gruppo misto è stata la conseguenza della rottura.
Ma oggi il Consiglio ha votato e la Bonomo ha ricevuto gli applausi che attendeva da settimane.
