L'esposto all'Antitrust: "Ponte fuorilegge, ci vuole una nuova gara"

L’esposto all’Antitrust: “Ponte fuorilegge, ci vuole una nuova gara”

Marco Olivieri

L’esposto all’Antitrust: “Ponte fuorilegge, ci vuole una nuova gara”

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lunedì 15 Giugno 2026 - 13:45

L'associazione "Invece del ponte" ha esposto le ragioni del provvedimento inviato all'Autorità garante della concorrenza e del mercato. "Troppe forzature"

MESSINA – Tutto da rifare. In primis, la gara. In discussione tutte le procedure legate al ponte sullo Stretto. L’associazione “Invece del ponte” annuncia un esposto all’Antitrust. Oggi la conferenza stampa a a Palazzo Zanca con l’economista Guido Signorino, presidente dell’associazione, e l’avvocato Carmelo Briguglio. In primo piano un “esposto contro atti e norme. L’intero iter progettuale del ponte, i provvedimenti normativi del governo Meloni e il recente parere dell’Autorità di regolamentazione dei trasporti determinano profili di aiuto di Stato e violazione della concorrenza per l’attraversamento dello Stretto. Da ciò un esposto presentato dall’associazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato)”.

Sottolinea Signorino, autore dello studio: “Analizzando i dati, dal decreto legge del 2023, abbiamo assistito a innumerevoli forzature. Per tutta una serie di motivi, andava rifatta la gara. Oltre alle osservazioni di Corte dei conti e Anac, occorre investire delle questioni l’Antitrust. Ricordo che il rincaro supera la soglia di legge: più del 50 per cento del valore iniziale aggiornato secondo contratto. Assistiamo a una inamissibilità del nuovo accordo: in base al codice degli appalti, il contratto può essere modificato solo se se l’eventuale aumento del prezzo non ecceda il 50 per cento del valore del contratto iniziale. La modifica non è in alcun modo ammissibile se cambia l’equilibrio economico del contratto a favore dell’aggiudicatario in modo non previsto nel contratto iniziale”.

“Dall’incremento dei costi a tutte le altre variazioni in corso d’opera”

Sia l’avvocato Briguglio (“quanti abusi nei 5 decreti converti in legge dal 2023 al 2026”), sia l’ex vicesindaco ed ex assessore hanno messo in evidenza “l’incompatibilità con il diritto europeo delle procedure”. In primo piano “l’incremento dei costi, da 3,88 a 10,6 miliardi di euro e le variazioni tecniche nei collegamenti stradali e ferroviari, senza dimenticare le recenti osservazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti sul piano finanziario, con possibili profili di aiuti di Stato. Nel complesso, sono state modificate, in modo illegittimo a nostro avviso, le clausole di aggiustamento dei prezzi. Ed è stata modificata la percentuale di prefinanziamento. Si sono alterate le condizioni di partenza in modo sostanziale”.

“Dalle grandezze ballerine agli aiuti di Stato, troppe forzature nell’operazione ponte”

Ha continuato Guido Signorino: “Da considerare il rischio non calcolato. In relazione al parere Art (Autorità di regolazione dei trasporti), risultano particolarmente fragili le previsioni dei flussi di traffico. Queste dipendono dal completamento di tutte le opere connesse al ponte. 15 investimenti fra rete stradale e ferroviaria, infrastrutture portuali, raccordo porto-ferrovie. Se questi investimenti non dovessero realizzarsi, o se fossero ritardati, il traffico sullo Stretto e sul ponte sarebbe inferiore al previsto. Questo fattore di rischio non è condiderato. E il piano dunque è parziale e inaffidabile. In generale, nel parere Art, si afferma che le grandezze del piano relative a costi di gestione, volumi di traffico, condizioni operative, assetto delle componenti stradale e ferroviaria dovranno essere sottoposti a verifiche e aggiornamento. E un sistema tariffario specifico potrà essere valutato in prossimità dell’entrata in operatività dell’opera. Da qui, aggiungo io, la natura ballerina delle grandezze”.

E ancora: “Sottoponiamo all’Antitrust pure gli aspetti relativi agli aiuti di Stato. Alla fine dell a costruzione del ponte, gli impianti ferroviari saranjno trasferiti a Rete ferroviaria italiana. La SdM, Società Stretto di Messina, non mantiene alcuna competenza o responsabilità sulla parte ferroviaria del ponte. Tuttavia, SdM riceve ogni anno un’entrata fissa sottratta a Rfi: un contributo per la continuità territoriale e un canono ferroviario annuale dai ricavi Rfi, requisiti dalla Stretto di Messina”.

 Briguglio e Signorino per Invece del ponte, esposto all'Antitrust
Briguglio e Signorino per Invece del ponte, esposto all'Antitrust
Briguglio e Signorino per Invece del ponte, esposto all'Antitrust

Il tutto avviene in un momento caldo sul piano delle indagini legate alla grande opera. Materia ovviamente non legata ai temi dell’esposto. Il caso giudiziario è esploso il 9 giugno quando si è saputo che la Procura di Roma ha avviato un’indagine che ipotizza i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al progetto per la costruzione del ponte. Gli indagati, secondo gli inquirenti, avrebbero tentato di influenzare il giudizio della Corte dei conti

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4 commenti

  1. Non so sono regolari tutti gli iter amministrativi, burocratici e tecnici, relativi al ponte, ma sono sicuro che i no ponte si appiglierebbero a qualsiasi cosa pur di ostacolare la sua realizzazione. Nemmeno se venissero rispettati tutti gli aspetti con precisione giapponese.

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  2. Caro amico guarda un altro film, l’Italia è già fallita, altro che ponte

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  3. I soliti messinesi buddaci, i soliti prof universitari che nel tempo in tutta italia si sono dimostrati inutili nelle considerazioni finali di un progetto.

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  4. Vinc Ricciardi 15 Giugno 2026 17:31

    Veramente non capisco che cosa impedisca a Salvini di fare una nuova gara. La situazione attuale è del tutto illegale, ma quale è il motivo VERO per cui la gara non si fa? Boh.

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