La Castrovinci costruzioni di Brolo avvia le operazioni preliminari per il completamento del parco urbano e dell'arena da 500 posti
MESSINA – Lavori fermi da undici anni. Ora la Struttura Commissariale al Risanamento ha impresso l’accelerazione definitiva per il recupero dell’anfiteatro di Camaro San Paolo. L’impresa Castrovinci costruzioni srl di Brolo ha firmato il contratto d’appalto e ha già avviato le prime operazioni preliminari sul cantiere.
L’assegnazione è avvenuta a seguito dell’apertura delle otto buste arrivate entro la scadenza di aprile, con la ditta di Brolo che ha ottenuto i lavori grazie a un’offerta con un ribasso del 27,412%. Conclusa la verifica della documentazione, la firma del contratto apre la fase operativa che porterà al completamento del parco urbano della zona.
I tempi di completamento previsti dal bando di gara, a partire dalla data di avvio ufficiale del cantiere, sono di 212 giorni. Questo significa che, cronoprogramma alla mano, i lavori dovrebbero durare circa sette mesi complessivi per consegnare l’opera rifunzionalizzata e completa al quartiere nel febbraio 2027.
Il cantiere era stato inizialmente consegnato nel lontano febbraio del 2011, ma i lavori si erano bloccati definitivamente nel 2015, lasciando la struttura incompleta e a lungo esposta al degrado, prima del recente sblocco dei fondi da parte della Struttura Commissariale al Risanamento.
Spazi multifunzionali e sport di quartiere
Il progetto, che prevede un investimento complessivo di un milione e 900 mila euro, punta a trasformare l’area in un punto di riferimento sociale e culturale. Gli interventi principali riguardano la rifunzionalizzazione dell’anfiteatro, che avrà una capienza di 500 posti a sedere.
La cavea dell’arena si affaccerà su un palcoscenico circolare progettato come spazio polivalente: potrà ospitare spettacoli, proiezioni cinematografiche all’aperto ed eventi in ogni stagione dell’anno. L’area sarà aperta agli incontri quotidiani e alle attività sportive del quartiere e la struttura includerà inoltre locali dedicati alle associazioni locali e una sala multifunzionale.
La gestione tecnica e amministrativa dell’opera vede l’ingegnere Giuseppe Frigione nel ruolo di responsabile unico del progetto (rup), mentre la progettazione è stata curata dall’architetto Paolo Giulio Brescia e dall’ingegnere Massimo Muscolino.

