Dopo la diffusione di un video in cui si parlava di discriminazione nei confronti di alcuni ragazzi, la risposta affidata alla pagina Fb del lido
MESSINA – In poche ore si diffonde sui social la notizia di una discriminazione nei confronti di alcuni ragazzi a Messina. La voce è che non sarebbero stati fatti entrare per razzismo in un locale ieri sera. Pur essendo cittadini italiani, sono di origine maghrebina e il colore della loro pelle li avrebbe discriminati. Il tutto viene raccontato in un video e si diffonde in maniera enorme attraverso i consueti canali: da Whatsapp a Facebook.
Ora arriva la nota del locale. In precedenza, Tempostretto era riuscito a dialogare con il figlio del titolare.
“Nessun razzismo e nessuna discriminazione”
Ecco il post su Fb: “In merito al video diffuso nelle ultime ore sui social, nel quale vengono mosse accuse di presunta discriminazione nei confronti di alcuni ragazzi all’ingresso del Riva Club, la direzione e i legali rappresentanti del locale ritengono doveroso fare chiarezza. La serata di mercoledì è un appuntamento universitario, organizzato e dedicato principalmente alla comunità universitaria. Per questo motivo, come avviene abitualmente, all’ingresso vengono effettuate verifiche relative alla tipologia dell’evento, oltre ai normali controlli previsti per garantire il rispetto imposti dalla normativa vigente. Le persone protagoniste del video hanno dovuto attendere esclusivamente per queste ragioni. Una volta concluse le verifiche e accertata la possibilità di accogliere ulteriori ospiti, è stato loro consentito l’ingresso. Respingiamo, dunque, con assoluta fermezza qualsiasi accusa di discriminazione o razzismo”.
“Appare grave che una questione legata alla gestione degli accessi venga rappresentata come un caso di discriminazione razziale”
E ancora: “Il Riva Club ha sempre promosso un ambiente inclusivo e rispettoso, aperto a tutte le persone, senza alcuna distinzione di etnia, nazionalità, sesso, orientamento o credo religioso. Questi valori si riflettono ogni giorno anche nella nostra realtà lavorativa: il nostro staff è composto da persone di diverse nazionalità e provenienze, che collaborano con professionalità e contribuiscono alla riuscita delle nostre serate. Per questo motivo, riteniamo particolarmente grave che un episodio legato esclusivamente alla gestione degli accessi e al rispetto delle procedure organizzative venga rappresentato come un caso di discriminazione razziale, offrendo una ricostruzione dei fatti che non corrisponde alla realtà e che rischia di ledere ingiustamente l’immagine del nostro locale e delle persone che vi lavorano”.
“Continueremo a operare nel rispetto delle regole, della sicurezza e dei valori di inclusione che da sempre contraddistinguono la nostra attività è solo pura diffamazione. Ringraziamo tutti coloro che, ogni settimana, scelgono il nostro locale e conoscono la serietà e la correttezza con cui svolgiamo il nostro lavoro. Riserviamo a tutela della nostra immagine e dei nostri valori opportuna azione giudiziaria al fine di contenere i gravi gradi di questa campagna discriminatoria e ingiusta”.
La diffusione delle notizie sui social e la necessità delle verifiche
L’episodio conferma la necessità di verificare voci e notizie. In più, l’arma mediatica dei social può contribuire a far diventare “verità” qualsiasi ipotesi o supposizione. E con una velocità spesso nemica dell’esigenza primaria di trovare riscontro ai fatti.

