"E' legittima difesa", ha detto l'uomo al giudice. Che però non gli crede e conferma il tentato omicidio
Resta in carcere il 57enne fermato dalla Polizia per aver accoltellato il fratello di 45 anni nella loro abitazione del villaggio Matteotti all’Annunziata, la sera di martedì 14 luglio. Lo ha deciso la Giudice per le indagini preliminari Alessia Smedile dopo averlo interrogato.
Accoltellamento all’Annunziata: è legittima difesa?
L’uomo ha risposto a tutte le domande fornendo la propria versione dei fatti: al culmine di una fortissima lite col fratello è stato da questi aggredito e, sentendosi minacciato, ha usato il coltello. Non era la prima volta che i due litigavano e nei pregressi spesso il 57enne, stando al suo racconto, ne è uscito ferito; da qui la paura che lo ha portato a difendersi con il coltello. Ma il giudice non crede alla versione della legittima difesa e per il momento lo tiene in carcere e conferma l’accusa di tentato omicidio. “Puntiamo al Riesame – spiega l’avvocato Giovanni Villari – per noi è stata legittima difesa”. Il difensore è pronto a produrre i documenti che provano i danni fisici riportati precedentemente dal 57enne durante le liti col fratello.
Le indagini per tentato omicidio dopo la lite violenta tra fratelli
Intanto la Polizia prosegue gli accertamenti. Alla base dei dissidi tra i due, non nuovi, ci sono questioni legate all’abitazione Iacp che dividono, e altri motivi di ambito familiare. L’uomo fermato prima del 14 luglio scorso aveva la fedina penale immacolata. E’ stato lo stesso 45enne a far scattare l’intervento degli agenti: dopo essere stato ferito è corso al Commissariato Messina Nord che dista pochi metri da casa loro. Qui ha denunciato il fratello e da qui il 118 lo ha condotto all’ospedale Papardo per le medicazioni agli arti superiori.

