Così il segretario regionale del Pd Barbagallo dopo la partecipazione alla manifestazione a Palermo di De Luca. Più Europa: "Cateno vuole dividere il centrosinistra"
PALERMO– “Oggi Cateno De Luca ha lanciato attacchi pesantissimi nei confronti di Renato Schifani e contro il metodo con cui il centrodestra gestisce la pubblica amministrazione regionale. Gli arresti, gli indagati, la corruzione ad ogni livello, le liste di attesa irrisolte, la sanità pubblica svilita, nessuna riforma degna di questo nome. Sono solo alcuni dei punti che caratterizzano il fallimento del governo Schifani e che abbiamo evidenziato, anche oggi, dal palco del Politeama”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, a margine della manifestazione organizzata da Cateno De Luca, questa mattina a Palermo.
“E quello che mi ha sorpreso è – prosegue il segretario regionale del Partito democratico – da un lato una difesa d’ufficio, da parte degli esponenti di centrodestra presenti, anche di fronte a fatti di una gravità estrema su cui evidentemente prevale il sempre caro interesse per il mantenimento della poltrona. E dall’altro invece mi lascia profondamente interdetto il silenzio di oggi – e dei giorni scorsi – sulla questione etica e morale e soprattutto della legalità su cui vi è stata una reazione da encefalogramma piatto, anche al cospetto del video con le dichiarazioni di Pio La Torre (il deputato comunista ucciso dalla mafia insieme al suo autista Rosario Di Salvo il 30 aprile 1982 e ricordato durante l’incontro, n.d.r.). Tutti temi che – conclude – riguarda questo governo e questa maggioranza e su cui è lecito attendersi una risposta concreta, in particolare in un giornate come queste in cui ci si avvicina all’anniversario della strage di via D’Amelio”.
Il rebus di De Luca: alleanza a destra o a sinistra?
Rimane caldo il tema delle possibili alleanze di Sud chiama Nord con il centrodestra o con il centrosinistra. Così De Luca ai microfoni di Tempostretto ha spiegato: “Abbiamo comunicato che non discuteremo più con responsabili regionali dei partiti, perché purtroppo non hanno né la legittimazione né l’autorevolezza. Oggi si chiude questa fase di trattative in Sicilia. Vanno avanti in modo serrato quelle di ambito nazionale. Sulle Regionali ha infine spiegato che “sfideremo tutti i candidati a confrontarsi da ottobre in poi in tutta la Sicilia. Così i siciliani potranno vedere prima chi sono i soggetti che hanno l’ambizione di diventare presidenti della Regione. Lo abbiamo già fatto a Messina. Una delle liste sarà per i giovani e avrà lo stesso identikit. Coinvolgeremo in modo concreto i giovani facendoli partecipare al rinnovo del Parlamento siciliano”.
“De Luca non ha invitato Più Europa perché sa che non ci facciamo sedurre da lui, vuole dividere il centrosinistra”
Come risposta all’iniziativa di oggi arriva la polemica con Palmira Mancuso (Più Europa) : “Cateno non ci ha invitato alla convention perché sa che non ci facciamo sedurre”.
Commenta la coordinatrice di Più Europa in Sicilia: “Leggo lanci di agenzia, dichiarazioni di leader di centrosinistra e centrodestra “sedotti” da Cateno De Luca che al Politeama, complice un pubblico pagante, ha lanciato la sua idea di Sicilia. Mi ha molto sorpreso la presenza di partiti che al tavolo regionale predicano bene, salvo poi razzolare nell’aia deluchiana. Ma per entrare nel merito politico voglio essere chiara: il tentativo di De Luca è solo quello di rompere il tavolo regionale del centrosinistra, facendo leva sulla debolezza di segretari di partito che purtroppo non hanno il coraggio di rinunciare ai voti di De Luca, frutto di un consenso certamente lontano dai modelli di cui, ahinoi, si riempie la bocca”. Continua Mancuso: “Cosa ha a che fare con Don Luigi Sturzo, cosa con Pio La Torre (lui che i sindacati li ha sbeffeggiati fin dal suo esordio come sindaco di Messina). Per non parlare della retorica antimafia e di come sta usando i giovani, inventando una “militanza a punti” che rimanda direttamente al supermercato, modello politico effettivamente a lui più consono. È vero – conclude Palmira Mancuso – Più Europa in Sicilia non ha una struttura capillare, ma siamo portatori di principi e valori. E finché siederemo al tavolo regionale, faremo valere i nostri dubbi su Cateno De Luca e il suo sistema che non consideriamo in alcun modo un modello da divulgare tantomeno da esportare oltre la Sicilia”.

