L'ex assessore: «l'incontro dell'8 settembre non sarà risolutivo, come invece sbandierato dalla Cgil». I sindacati ai precari: «non vi abbiamo lasciati soli»
E’ di ieri la conferenza stampa del Cgil volta a ribadire il fatto che da mesi il sindacato conferma quello che in questi giorni si sta palesando e sta scatenando proteste e cortei in tutta la Regione.
Sempre di ieri è anche la notizia apparentemente positiva che l’8 settembre a Palermo si terrà l’incontro con l’assessore regionale all’istruzione Lino Leanza che servirà a fare chiarezza sull’accordo siglato tra il Miur e la regione Sicilia che prevede l’utilizzo di fondi europei (per progetti Por e Pon), per il valore complessivo di 40 milioni di euro in due anni.
Ad intervenire sulla questione è Liliana Modica, ex assessore all’istruzione dell’amministrazione Genovese e adesso in forza all’Osservatorio sulla Scuola: «quanto sta succedendo adesso è una realtà già scritta dal malfamato decreto di agosto. Si sta cercando di deviare un settore fondamentale sotto il punto di vista educativo e occupazionale, in territori che già soffrono terribilmente la disoccupazione giovanile e femminile. Insegnanti con abilitazione, laurea e 30 anni di lavoro sulle spalle si sono trovati a fare, nella migliore delle ipotesi, da “tappabuchi” in paesi come Mistretta, buttando al vento anni di sacrifici».
«E’ necessario – prosegue la Modica – istituire al piu’ presto il coordinamento dei precari per far si che si vada a battere i pugni a Roma come a Palermo. Stiamo già prendendo contatti con i precari di Agrigento, Catania e Palermo affinché ciò avvenga».
Ma Liliana Modica coglie l’occasione anche per esprimere le sue perplessità sull’incontro di martedì prossimo a Palermo e attacca la Cgil: «Il tanto decantato 8 settembre non è da vedere in maniera così ottimistica. I sindacati, qualora accettassero il decreto salva precari, sanno che taglieranno fuori almeno il 40% degli stessi: secondo la normativa saranno esclusivamente coloro che hanno ricevuto dall’Ufficio Scolastico Provinciale l’incarico nel 2008 ad usufruire del decreto. Tutti gli altri, che ad esempio nel triennio scorso hanno maturato 180 giorni di servizio, resteranno a casa».
«E non dimentichiamoci – chiosa l’ex assessore – che l’anno prossimo sarà ancora peggio».
Intanto Cisl Scuola, Cisl e Gilda rispondono, per voce dei segretari Laura Fleres, Calogero Lama e Santi Marchetta, alle accuse portate avanti dai precari che avrebbero lamentato uno scarso impegno da parte dei sindacati in questione: «l’impegno e il sostegno per la tutela dei posti di lavoro nella scuola messinese non è mai mancato. Siamo stati sempre presenti alle iniziative presso Ufficio Scolastico Provinciale, la Prefettura, la Provincia e l’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione. Le accuse di scarso impegno sono strumentali e provengono da una frangia minoritaria e organizzata che disconosce il risultato del contratto di disponibilità che sarà tecnicamente definito nell’incontro del prossimo 8 settembre presso l’assessorato regionale».
Ed è di questi minuti la notizia che l’Ufficio Scolastico Provinciale messinese è stato occupato dai precari della scuola che hanno perso il lavoro a seguito della già citata riforma Gelmini.
Ad appoggiare i lavoratori nella protesta la Flc Cgil, il Cip – Comitato insegnanti precari- e lo SFIDA – il sindacato famiglie italiane diverse abilità/ genitori degli alunni disabili.
La protesta -esplosa- in mattinata segue le iniziative dei giorni scorsi con le quali i lavoratori avevano manifestato contro i pesanti tagli agli organici del personale docente e Ata operati dalla riforma Gelmini.
