Le tre - I - vittime eccellenti della crisi
Informatica addio
Si è diffusa oggi la notizia della prossima scomparsa dell’informatica dalla scuola primaria (ex elementare). Un’altra vittima eccellente della scure ministeriale imposta dalla crisi economica. Crisi economica prima smentita, poi minimizzata, infine con riluttanza attualizzata dal nostro governo. La scuola entra dunque a vele spiegate nell’albo dei desaparecidos del nostro Paese. I nostri politici, indifferentemente di entrambi gli schieramenti, da una parte non sono stati in grado di percepire i segnali che provenivano dal mercato , dall’altra hanno preferito fare orecchie da mercante di fronte alle poche Cassandre che avevano previsto il disastro e si erano affannate a diffondere la notizia. La realtà è che il mondo è saldamente nelle mani degli imprenditori di qualunque specie e nessuno si permette di entrare nei loro affari anche quando dall’andamento di questi dipende il destino del pianeta. Per anni si è preferito infilare la testa nella sabbia, felici dei successi del mercato, senza pensare a quali conseguenze avrebbe potuto avere un suo rallentamento. Ciò si è verificato puntualmente nel momento in cui il mercato ha preso la mano sui suoi gestori. Il crollo dei mutui subprime negli USA ha innescato una bomba a orologeria che ora è difficile disinnescare. La brutta notizia è che, anche se qualcuno riuscisse in quest’intento, in danni sarebbero comunque rilevanti. Moltissime imprese sono fallite, migliaia di persone sono in mezzo a una strada e molte altre lo saranno a breve: un processo di cui si stente a vedere la conclusione. Cosa c’entra la scuola in tutto questo? Bene. I politici (non soltanto i nostri, attenzione) non hanno avuto altra idea se non quella di tagliare sulle spese. Quali? Ovviamente quelle note: gli stipendi degli statali, la sanità, le infrastrutture e, ovviamente la scuola. Il tutto allo scopo di sostenere chi, con la propria incompetenza ha creato i danno: Banche e Confindustria. È paradossale che il governo voglia sostenere il peccatore: ma si tratta di favorire i soliti amici. Questi sono sempre pronti a piangere miseria invocando la salvezza da parte dello Stato, affermando di non avere altra scelta se non quella di licenziare i lavoratori. È il caso della FIAT, che ogni volta che, sia pure in lontana, vede arrivare aria di crisi, chiede l’aiuto economico da parte dello stato. Questo succede perché la FIAT (ma vale per qualunque altra struttura) non vuole rinunciare neppure ad un centesimo dei propri dividendi. Incoscienti e incuranti delle difficoltà economiche, questi soggetti vogliono mantenere inalterati i loro introiti che, si badi bene, non sono mai diminuiti negli anni. Anzi, tutto il contrario. Chi ne fa le spese: tutte le strutture statali cioè il bene comune, tra cui la scuola e la cultura in senso lato. Ritorno al maestro unico, con condanna al precariato di un’intera generazione di insegnanti, riduzione dei finanziamenti, riduzione delle ore ad alcune materie. All’inizio dicevamo della morte dell’informatica; in realtà le famose tre “ I “ pubblicizzate qualche anno fa dal nostro governo: Informatica, Inglese e Impresa, sono nate già morte. L’informatica, già fatta male, ora sparirà, l’inglese che viene considerato come seconda madre lingua in quasi tutto il mondo, da noi viene insegnata ancora con metodi arcaici: in Olanda e nel Norden (Islanda, Danimarca, Svezia, Finlandia, Norvegia, Islanda) alla fine della scuola elementare i bambini parlano correntemente l’inglese; in Italia, in quinta elementare siamo ancora al “What is it? It’s a cat”. E infine, l’impresa. Certo questa non interessa la scuola elementare, anche se, mancando le conoscenze linguistiche e informatiche, i nostri bambini potrebbero in futuro occuparsene solo male. Quale sia il rapporto della scuola italiana con l’impresa l’ha dimostrato un documento della Comunità Europea in cui si afferma come l’Italia non abbia una sola Università tra le prime cento eccellenti del mondo e come esista una dieresi totale tra Università e Impresa: una condanna senza appello. E quale è stata la risposta dei nostri politici? Eliminare le ragioni del contendere: senza informatica, inglese e avviamento all’impresa nessuno potrà più rimproverarci di fare poco. Non faremo niente del tutto. Anzi, così come abbiamo fatto per lo sport, ci affideremo alle strutture private esterne anche l’insegnamento dell’informatica e dell’inglese. Così le nostre tre “ I “ originarie di morattiana memoria sono diventate Illusione, Impotenza, Ignoranza.
