Addio al sacerdote che sapeva coniugare la dimensione spirituale con l'attenzione alla giustizia sociale e al pensiero critico
MESSINA – Sembrava immortale e rappresentava un punto di riferimento spirituale e intellettuale non a solo a livello messinese, ma nazionale. È morto padre Felice Scalia, gesuita e teologo innamorato della libertà, sempre attento al tema degli ultimi, della pace e della giustizia sociale. Non a caso un suo libro s’intitolava “Il Cristo degli uomini liberi”.
Da anni Scalia era punto di riferimento, dopo il suo ritorno a Messina, della Piccola Comunità Nuovi Orizzonti e del gruppo Terra e Cielo.
Gesuita dal 1947, era laureato in Filosofia, Teologia e Scienze dell’educazione e ha insegnato alla facoltà teologica dell’Italia meridionale e poi all’Istituto Superiore di Scienze Umane e Religiose di Messina. Tante le collaborazioni e gli apporti a favore di un’idea del Vangelo antitetica al potere e alle sopraffazioni dei potenti della terra.
Padre Spadaro: “Piccolo grande uomo e gesuita”
Così un altro grande gesuita, il messinese Antonio Spadaro (nella foto con Scalia) lo ricorda sulla sua pagina Facebook: “Addio, p. Felice Scalia! Piccolo grande uomo e gesuita”.

Questo invece il ricordo del sacerdote Carlo Olivieri, parroco di San Michele: “Lo ricordo, negli anni Settanta, alle case albergo di villaggio Matteotti e da lui in Sila, in tanti campeggi, e con il gruppo del Domenico Savio. Generoso, gioioso, semplice, preciso, accogliente, disponibile e profeta”.
Tra i suoi libri, Il Cristo degli uomini liberi, edizioni La Meridiana, Molfetta 2010
Teologia scomoda. Il caso Sobrino, edizioni La Meridiana, Molfetta 2008
Alternativi e poveri. La vita consacrata nel postmoderno, Paoline Editoriale Libri, 2006
Eucaristia. Tenerezza e sogno di Dio, Paoline Editoriale Libri, 2002
(con Giuseppe Agostino e Giorgio Campanini), Le relazioni nella Chiesa. Per una comunità «a più voci», Ancora, 1998 (fonte oreundici.org).
Nel 2024 aveva presentato “Il Vangelo disatteso”, altro titolo fortemente simbolico, scritto con Ferdinando Di Stefano.

