Svincolo di Monforte, Angela Raffa e il comitato contro Sciotto: "Nessun iter impantanato, non sa cosa dice"

Svincolo di Monforte, Angela Raffa e il comitato contro Sciotto: “Nessun iter impantanato, non sa cosa dice”

Giuseppe Fontana

Svincolo di Monforte, Angela Raffa e il comitato contro Sciotto: “Nessun iter impantanato, non sa cosa dice”

venerdì 25 Settembre 2026 - 13:08

Oriolesi: "La scadenza per le osservazioni sulla VIA è il 3 ottobre, non c'è niente di fermo. Ecco cos'è successo e il perché dei ritardi di questi anni"

MESSINA – La deputata nazionale del Movimento 5 stelle Angela Raffa ha convocato una conferenza stampa per rispondere “alle inesattezze” del deputato regionale di ScN Matteo Sciotto sullo svincolo di Monforte. Al fianco della messinese anche Marco Oriolesi, Emanuele Crimaldi e Francesco Pagano per il Comitato per lo Svincolo autostradale di Monforte. Quest’ultimo lavora da anni per “spingere” e seguire l’iter per la realizzazione dell’importante opera.

Oriolesi: “Non accettiamo propaganda sullo svincolo

Proprio Oriolesi, che ha seguito l’iter dello svincolo nel corso degli ultimi anni, ha spiegato: “Non accettiamo si faccia propaganda sullo svincolo di Monforte. Fin qui è stata un’occasione persa. Bisogna lavorare tutti insieme per lo svincolo mettendo la propaganda da parte”.

L’attacco di Angela Raffa

In videocollegamento da Roma, Angela Raffa ha dichiarato: “Siamo qui per parlare dello svincolo insieme al comitato e non c’è nessuno che conosce l’iter come Marco Oriolesi. Sono stufa di questa narrazione falsa condotta da Sud chiama Nord. Si fa credere ai cittadini fischi per fiaschi. Ma carta canta e oggi avremmo dovuto avere gli svincoli già aperti e il progetto già parzialmente realizzato. È stata Sud chiama Nord qualche anno fa a bloccare tutto per spostare i fondi e finanziare lo svincolo di Santa Teresa di Riva, che è ancora in alto mare. È stato poi l’onorevole Galluzzo a fare inserire lo svincolo di Monforte nelle carte del ministero, evitando che si perdesse il progetto. L’onorevole Sciotto parla delle richieste a Roma? Non ha idea di ciò che dice e questo la dice lunga sul suo contributo a questo progetto. Lo svincolo si realizza rimuovendo gli ostacoli nell’iter, non con post su Facebook. Come si fa a dire che il progetto è impantanato?”

L’iter: i 60 giorni per la VIA scadono il 3 ottobre

Oriolesi ha spiegato in tal senso che “la scadenza per le osservazioni sulla VIA scade il 3 ottobre quindi non c’è niente di impantanato. Stanno solo aspettando che scadano i 60 giorni. Nel 2023 quando Cateno De Luca ha spostato i fondi è scaduta anche la VIA. Ricordiamoci che questo è un iter lungo che è partito nel 2018 alla fine del mandato di Accorinti quando al governo c’era Renzi. Quando Monforte è stato poi definanziato si è perso tutto. Fortunatamente il ministero l’ha poi reinserito nelle priorità grazie al governo Meloni e all’onorevole Galluzzo. Si è recuperata la vecchia progettazione con una semplice richiesta di aggiornamento. Ma la scadenza della VIA ha fatto ripartire tutto”. Da qui il motivo dei ritardi per un progetto partito formalmente nel 2002, 24 anni fa.

Oriolesi ha poi ripercorso tutto l’iter fino agli ultimi mesi: “A luglio 2026 il Cas ha rimandato il progetto aggiornato a Roma. Il 3 ottobre scadono i 60 giorni famosi, a testimonianza che non c’è niente di impantanato. I ritardi non dipendono da Roma. Lui chiede di accelerare? In questo momento non c’è niente da fare, perché la VIA VAS è una commissione tecnica. Possiamo sollecitare solo una convocazione immediata, ma c’è anche un ordine di arrivo e ci sono tanti progetti in coda. Chiederemo invece un impegno ai deputati regionali di stanziare subito I circa 3 milioni di euro in più che servono al progetto per far fronte all’aumento dei costi. A Sciotto diciamo solo di lavorare tutti insieme e senza propaganda, anche con Sud chiama Nord. Ma deve essere uno sforzo concreto. Sappiamo che dobbiamo affrontare un percorso lungo almeno 5 anni, è inutile mandare tutti comunicati stampa perché è anno di elezioni”.

“Il Ponte fa perdere soldi a Messina”

E c è un’altra questione : “La città di Messina ogni volta che qualcuno tira fuori dal cilindro il Ponte perde soldi. Per questo questa svincolo può essere fatto allo coi fondi Pon. Il ministero e Anas quando devono stanziare fondi per il Ponte deve togliere soldi ad altre opere, che sia lo svincolo di Monforte, la galleria di Alì. Però poi quei soldi li perdiamo e il Ponte non si fa, ma rallenta anche tutto il resto. Ci sono opere bloccate già ora proprio per questo. Così restiamo senza ponte e senza il resto. Per questo alla Regione chiediamo di trovare quei fondi per l’adeguamento dei costi, perché a Roma non troveremo niente. Si impegni la Regione Siciliana per far andare a compimento lo svincolo”.

Raffa chiede collaborazione: “Si chieda scusa e si riparta”

Raffa ha poi concluso: “Ci vuole collaborazione a tutti i livelli per un’opera del genere. Ci vorrebbe un po’ di onestà intellettuale. Sarebbe importante chiedere scusa ai cittadini, dicendo: è colpa nostra se abbiamo rallentato. E aggiungendo che ci impegniamo tutti per realizzarlo perché lo svincolo oggi avrebbe dovuto già esserci. Bisogna mettere da parte il proprio ego e dire che da adesso in poi si collabora per l’opera. Chiediamo questo collaborazione e trasparenza”.

Le richieste del comitato

Le richieste del comitato, quindi, sono due. La prima al Cas, affinché nomini una task force che segua l’iter e risponda in maniera tempestiva alle osservazioni della Commissione di Valutazione impatto ambientale del ministero. Ad esempio, alcune tavole geologiche risalgono al 2005, è chiaro che “ne serviranno di più aggiornate”. Quindi il comitato presume che il Cas arrivi preparato alla richiesta “scontata” del ministero per poi non perdere “6 mesi per rispondere”. La seconda richiesta è quella relativa ai costi: la Regione Siciliana non perda tempo a “cercare le coperture”, ma si impegni affinché le somme mancanti provengano direttamente dalle proprie risorse. Così facendo si potrebbe accelerare tutto e arrivare finalmente alla costruzione dello svincolo entro pochi anni.

Cos’ha detto Matteo Sciotto

Ma cos’aveva detto Matteo Sciotto? Ieri, giovedì 24 settembre, il deputato regionale di Sud chiama Nord ha scritto sui social di aver presentato un’interrogazione alla Regione Siciliana chiedendo “date certe”. Ha scritto su Facebook: “Nei giorni scorsi vi ho mostrato le carte del CAS sullo svincolo di Monforte San Giorgio. Tutti avete letto: 22 anni di attesa, 40 milioni finanziati, ma lavori ancora senza una data. Ora non servono più altri documenti. Servono risposte e un cronoprogramma. Per questo ho depositato una interrogazione al Presidente Schifani e all’Assessore alle Infrastrutture”.

Le cinque richieste di Sciotto

E ancora: “Non chiedo più a che punto siamo. Chiedo alla Regione di fare ciò che solo la Regione può fare: sbloccare l’iter”. Le richieste sono 5. La prima è di attivarsi per velocizzare i tempi di rilascio della VIA (Valutazione d’impatto ambientale), ferma al ministero dell’Ambiente a Roma. La seconda è di sottoscrivere con il Cas una convenzione per la viabilità alternativa integrata allo svincolo, chiesta dal Comune. La terza è l’aggiornamento del progetto, rimasto alla versione del 2016. La quarta richiesta è sui costi: “L’aggiornamento farà lievitare i 40 milioni del 2022. Chiedo quanto costerà in più e con quali fondi la Regione intende coprire l’extracosto, perché non possiamo perdere il finanziamento FSC”. E infine l’ultima è di avere un cronoprogramma ufficiale dettagliato.

Sciotto ha concluso: “Il senso della mia interrogazione è questo: passare dalle carte alle date. La Regione Siciliana controlla il Cas. Ha ottenuto i fondi FSC. Ora deve assumersi la responsabilità di portare a casa l’opera”.

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