Il capogruppo del Pd Alessandro Russo scrive un'interrogazione al sindaco Basile "dopo quasi sei mesi dallo stanziamento regionale"
MESSINA – Interrogazione del consigliere comunale Alessandro Russo al sindaco Federico Basile sulla “incredibile mancata attivazione dei Patti di servizio per persone disabili gravi dopo quasi sei mesi dallo stanziamento delle risorse da parte della Regione siciliana. Nel frattempo, le famiglie che attendono di potere accedere ai Patti e che dovrebbero fare domanda ne sono escluse perché con un singolare criterio di “continuità”, il servizio va avanti solo per quanti ne erano censiti precedentemente. Il tutto escludendo la possibilità di entrare nei Patti alle nuove disabilità gravi, che vi dovrebbero accedere dopo un avviso pubblico che, appunto, manca da mesi”.
Queste le parole del capogruppo del Partito democratico a Palazzo Zanca. Mette in rilievo Russo: “Molte famiglie hanno necessità di accedere – secondo le ovviamente differenti tipologie di disabilità grave dei singoli casi – anche al sistema di “assistenza indiretta”, presso altri enti o soggetti erogatori di determinati tipi di servizio utili per il percorso di assistenza alle persone.
E la Regione siciliana ha formalmente stanziato ad aprile 2026 le risorse per i “Patti di servizio” da destinare ai vari distretti socio sanitari della Regione Siciliana, tra i quali chiaramente anche il distretto D26 di cui è capofila il Comune di Messina. Ma, a distanza di quasi sei mesi il Comune, tuttavia, non ha ancora pubblicato un avviso pubblico aperto a chiunque, avendo i requisiti della disabilità grave, voglia aderire ai nuovi Patti da attivare con le nuove risorse regionali”.
L’interrogazione di Russo al sindaco Basile: “Diritti dei disabili gravi da garantire”
In più, risulta all’esponente del Pd che “sarebbe stato dato indirizzo al Dipartimento di applicare un principio di “continuità” con i servizi erogati finora, in base al quale i soggetti che già usufruiscono dei “Patti di Servizio” continuano a essere contemplati tra quanti sono assistiti e possono continuare a essere assistiti, attingendo i servizi da erogare tra le cooperative e i soggetti esterni che siano convenzionati col Comune di Messina”. Ma “tale presunta scelta della “continuità” sarebbe in netto contrasto con il principio di uguaglianza e di parità di trattamento, poiché – senza un avviso pubblico destinato a chiunque sia interessato – si escluderebbero innanzitutto quanti sono stati riconosciuti “disabili gravi” successivamente all’attivazione dei precedenti “Patti di servizio”. Di conseguenza, non potendovi accedere, ne sarebbero esclusi. E in secondo luogo quanti, pur essendo in possesso di certificazione di riconoscimento della “gravità”, negli scorsi anni non hanno potuto accedere ma che, a oggi, avrebbero certamente
diritto a fare domanda di accesso”.
In sostanza, per il capogruppo dem, “il sistema della “continuità” sostanzialmente rischia di tradursi in un ciclo chiuso destinato solo a quanti già sono nei “Patti di servizio” e sono assistiti soltanto da un numero chiuso di cooperative o soggetti esterni convenzionati, sostanzialmente bypassando le ipotesi altre, ossia quelle legate alla formula dell’assistenza indiretta con enti o soggetti esterni e non convenzionati che pure, però, sono compatibili con la fruizione di servizi coperti dalle risorse individuali derivanti dal Patto”.
E Russo “ha potuto personalmente constatare come a soggetti interessati all’attivazione del Patto, che si sono presentati al Dipartimento, sia stato presentato per la sottoscrizione, un altro tipo di formula, ossia quella del “Progetto di vita”, che pure è
destinato all’assistenza personalizzata ma soltanto per le persone “disabili gravissime”.
Il consigliere chiede chiarimenti al sindaco su questi punti e sulla tempistica del provvedimento. E chiede pure “se l’amministrazione riconosce alle famiglie che usufruiscono del “Patto di Servizio” la possibilità di accedere anche a forme di assistenza indiretta, presso cooperative/enti/soggetti che pur erogando importanti servizi di assistenza, non sono convenzionati con il nostro Comune ma che, a norma vigente, dovrebbero e potrebbero essere coperti con fatture o ricevute di pagamento
presentate dalle famiglie”. E domanda se il primo cittadino “sia a conoscenza di eventuali modalità operative degli uffici competenti che prevedano la proposta alle famiglie interessate di sottoscrizione del “Progetto di vita” in alternativa al “Patto di
Servizio” e le eventuali ragioni per cui tale prassi sarebbe invalsa”.

