Il messaggio del padre Reginald, che oggi ha 97 anni
Il 1° ottobre ricorrerà il 32° anniversario della morte di Nicholas Green, il bambino americano di sette anni che venne ucciso da alcuni rapinatori sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ed i cui organi e cornee furono donati dai suoi genitori, Reg e Maggie Green, a sette italiani gravemente malati. L’espianto avvenne al Policlinico di Messina, dove il bimbo era stato ricoverato due giorni prima.
Il tasso di donazione degli organi in Italia nel 1994 era vicino ad essere il più basso nell’Unione Europea, ma è poi triplicato nei successivi dieci anni, registrando così l’incremento più elevato mai raggiunto da qualsiasi altro Paese. Attualmente, i tassi italiani sono tra i più alti al mondo.
Reg Green, oggi novantasettenne, commenta: “Non passa quasi giorno senza che facciamo qualcosa per diffondere l’importanza della donazione degli organi a livello mondiale. Ancora oggi gli italiani ci chiedono ‘Non odiate l’Italia?’, e noi rispondiamo sempre ‘Come potremmo odiare un Paese che ha fatto tutto ciò che era in suo potere per rimediare alle azioni di due criminali legati alla mafia?’. Il cuore generoso dell’Italia ha risposto nel modo più concreto possibile, salvando migliaia di vite attraverso il suo notevole incremento delle donazioni. Nicholas amava l’Italia. La cosa migliore che gli italiani possono fare in sua memoria, è continuare ad aiutare i pazienti che morirebbero senza un trapianto d’organo”.

