La Cassazione cristallizza i 20 anni inflitti a Claudio Costantino per la sparatoria del 2 gennaio 2022
MESSINA – C’è il sigillo della Cassazione sul duplice omicidio di Camaro del 2 gennaio 2022. La I sezione della Corte ha rigettato i ricorsi degli avvocati Filippo Pagano e Carlo Taormina ed ha reso definitiva la condanna a 20 anni per l’unico imputato, Claudio Costantino, colpevole della morte di Giuseppe Cannavò e Giovanni Portogallo.
La tesi della legittima difesa
La sentenza della Corte d’Appello di Messina, confermata integralmente, è del novembre 2025 mentre in primo grado il processo si era concluso nel dicembre 2024. Col verdetto di ieri la Suprema Corte chiude definitivamente ogni spiraglio alla battaglia delle difese di far valere la legittima difesa, non riconosciuta dai giudici. Cannavò e Portogallo morirono dopo la sparatoria scoppiata davanti casa di Costantino. I due erano arrivati armati e Costantino, dentro, era pronto a rispondere. Un delitto premeditato in piena regola, secondo l’Accusa.
L’agguato e la sparatoria
L’imputato ha sempre sostenuto di essersi difeso dall’agguato e dall’irruzione armata dei due in casa. Al processo però le perizie balistiche, i sopralluoghi degli investigatori e le testimonianze hanno indicato un quadro diverso, facendo emergere che Costantino in realtà aveva concordato l’appuntamento dei due e che gli spari che uccisero Portogallo e ferito mortalmente Cannavò furono i primi esplosi, partendo da dentro l’abitazione, dove i due non erano entrati. Le parti civili sono state assistite dalle avvocate Cinzia Panebianco e Angela Martelli.

