"Basile si difende al Tar coi soldi dei cittadini, è immorale": Scurria e Capurro attaccano e chiedono le sue dimissioni

“Basile si difende al Tar coi soldi dei cittadini, è immorale”: Scurria e Capurro attaccano e chiedono le sue dimissioni

Giuseppe Fontana

“Basile si difende al Tar coi soldi dei cittadini, è immorale”: Scurria e Capurro attaccano e chiedono le sue dimissioni

venerdì 02 Ottobre 2026 - 12:20

I due consiglieri portano sei delibere del 20 luglio, ma solo nelle due sul ricorso Basile risulta assente: "Ovviamente era in pieno conflitto di interessi. Al Comune non interessa chi vince le elezioni"

MESSINA – Marcello Scurria e Pippo Capurro tornano all’attacco dell’amministrazione e del sindaco Federico Basile, con una conferenza stampa alla quale non ha partecipato Simona Contestabile, terza consigliera del gruppo Scurria sindaco, per motivi personali. “La situazione è seria, grave e preoccupata – ha esordito Scurria – nel senso che ciò che emergerà è una situazione che oggettivamente neanche io che faccio l’avvocato da 40 anni, e ne ho viste di tutte i colori, avevo mai visto. La questione riguarda le vicende di cui si sta occupando il Tar Catania. Sui ricorsi e le firme non dirò una parola, ho già detto tutto ad aprile e non c’è niente da aggiungere. Aspettando Godot, però mi piace raccontare alla stampa ciò che avviene dentro al palazzo”.

Scurria e Capurro all’attacco

E cosa avviene? Scurria è partito dagli atti amministrativi: “Ciò di cui parlerò oggi supera ogni immaginazione. Abbiamo visto di tutto in queste settimane, come la delibera della Social City senza allegati. E poi cos’altro abbiamo visto? Niente: 4 mesi con sole delibere di incarichi agli avvocati e debiti fuori bilancio. I cittadini cosa vedono? Un’amministrazione ferma nel limbo se non peggio. Quindi di cosa parliamo? Della decisione gravissima della giunta comunale adottata il 20 luglio. Ci sono due ricorsi che saranno discussi il 20 ottobre, come sapete, con cui si chiede l’annullamento delle elezioni e quindi la caduta del sindaco, della giunta e dei consiglieri comunali”.

Marcello Scurria e Pippo Capurro

Il Comune di Messina, ha proseguito, ha “una posizione neutra perché al Comune in sé non interessa chi vince le elezioni. Ciò nonostante, anziché costituirsi personalmente Basile, al Tar c’è un legale per il Comune di Messina. Il 20 luglio sono approvate in giunta sei delibere, di cui due riguardano l’affidamento per un incarico legale per la difesa dell’ente a un avvocato esterno per una cifra complessiva di circa 13mila e 500 euro. Ma ripeto: il Comune da cosa dovrebbe difendersi? Basile dovrebbe farlo, Sud chiama Nord dovrebbe farlo, il Comune non ha interesse a farlo. Ma il punto non è nemmeno aver usato un avvocato interno al Comune. Il punto è che alla discussione di queste sei delibere il sindaco non ha partecipato. O meglio: per la prima è stato assente, poi fino alla quinta è stato presente, e alla fine, nell’ultima, si è assentato nuovamente”.

L’assenza di Basile in due delibere su quattro

Scurria ha spiegato di aver chiesto copia del verbale della discussione oltre alle copie delle delibere ma che i primi documenti non sono ancora arrivati. “Nel verbale deve esserci il motivo per cui il sindaco a un certo punto si è astenuto ed è uscito – ha affermato -. Poi è tornato per 4 delibere ed è uscito per l’ultima. È chiaro che il sindaco sapesse del chiaro conflitto di interessi. Le delibere relative al Tar sono state firmate dal vicesindaco Laura Castelli. Anche un bambino capisce che c’è un conflitto di interesse diretto. Ma aggiungo che c’è anche quello indiretto degli assessori visto che se decade Basile decadono anche loro e i consiglieri comunali. Quindi mi chiedo: potevano approvare queste delibere e impegnare il Comune a questa scelta che secondo me è contra legem? Aggiungo: quando la totalità dei componenti dell’organo ti aiuta la legge. Bisogna chiedere alla Regione di nominare un commissario ad acta che si sostituisca alla giunta per adottare eventualmente questi atti, se lo ritiene opportuno”.

Il danno erariale

L’ex candidato sindaco ha sottolineato come “il Consiglio comunale non è un tribunale ma è lì che si portano gli atti amministrativi e si analizza se si tratta di buona o cattiva amministrazione. Avrebbero dovuto attivare la procedura per il commissario ad acta. Ma voglio separare la questione politica e morale dalle questioni che discendono da queste analisi. Ci sono le responsabilità personali, che attendono a profili di danno erariale o a profili penali. Noi siamo pubblici ufficiali. Noi segnaliamo, ora valuteranno la Procura di Messina e la Procura della Corte dei Conti. Non è consentito all’amministratore pubblico di utilizzare risorse pubbliche per sopperire a questioni personali. Qui non siamo in un piccolo Comune, dove il sindaco percepisce 250 euro al mese. Il nostro sindaco percepisce 13.800 euro. Penso che avrebbe potuto difendersi personalmente pagando il suo avvocato con i suoi soldi, non con i soldi della collettività”.

La procura firmata da Basile

E ancora: “Per questo c’è anche una questione morale seria. Abbiamo presentato interrogazione a risposta immediata stamattina, è questa la notizia. Chiaro è che io e il consigliere Capurro come nostro dovere e obbligo segnaleremo agli organi competenti. Poi un’ultima chicca: il sindaco entra ed esce dalla giunta il 20 luglio. Ma il 9 luglio chi è che ha firmato la procura che consente all’avvocato esterno di rappresentare il Comune al Tar? Il sindaco Federico Basile. Quindi ancora prima che la giunta autorizzasse qualcuno a costituirsi ha dato la procura a un avvocato esterno, 11 giorni prima. Per conflitto di interessi anche la procura avrebbe dovuto essere firmata dalla vicesindaca. Avrebbero dovuto avere un’accuratezza e un’attenzione che evidentemente non c’è”.

Scurria ha proseguito: “Pensiamo sempre all’apertura e alla chiusura dei cantieri, alla superficialità dei lavori, ma anche un caso così delicato è stato affrontato così. Ci sono dirigenti, c’è il segretario generale a cui abbiamo chiesto questo verbale che ancora non abbiamo ottenuto. Vogliamo sapere perché il sindaco è uscito, è entrato ed è uscito di nuovo. Se c’è conflitto di interesse lo deve dichiarare formalmente. Vogliamo capire il motivo per cui Basile si è astenuto o assentato solo per due delibere su sei. Non facciamo processi a nessuno ma questa è la casa di tutti. Il Comune non si gestisce come casa propria, ma con un’attenzione in più. E cioè quella di chi amministra i soldi di tutti”.

“Usare i soldi della comunità è immorale”

I due consiglieri hanno poi concluso sottolineando come sia “immorale usare i soldi della comunità”, anche perché “Basile non si è mai costituito”. Poi, dopo la conferenza, nelle interviste ai giornalisti ha attaccato ulteriormente dicendo che “dovrebbe dimettersi oggi e non il 20 ottobre. È troppo grave quello che ha fatto”. Ora scatteranno le segnalazioni e nell’attesa Scurria e Capurro hanno ribadito di attendere il verbale del 20 luglio, sottolineandone l’importanza. L’ottobre di Palazzo Zanca si infiamma ulteriormente, in attesa delle pronunce del Tar.

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