I padroni di casa hanno aperto le porte al pubblico per svelare uno dei gioielli più preziosi e intatti della riviera nord messinese
Messina – Tra i riflessi cangianti dello Stretto e la memoria viva di una città risorta dalle proprie macerie, c’è un luogo a Sant’Agata dove il tempo sembra essersi fermato all’eleganza dei primi del Novecento. In occasione dell’iniziativa “Le Vie dei Tesori“ le porte di Villa Martines — da tutti conosciuta come la “Villa delle Rondini” — si sono aperte al pubblico per svelare uno dei gioielli più preziosi e intatti della riviera nord messinese.

Un’accoglienza speciale tra storia e famiglia
A rendere l’esperienza di visita ancora più autentica e calorosa è stata la presenza dei padroni di casa: ad accogliere i visitatori c’erano infatti i proprietari, Fabio Martines e Maria Chiara Aversa, felici di condividere la memoria e la cura quotidiana con cui custodiscono questa residenza privata.
A spiegare com’è nata questa speciale partecipazione è proprio Maria Chiara Aversa: il tramite con Le Vie dei Tesori è nato grazie alla loro appartenenza al Garden Club. È stata proprio l’associazione a proporre alla coppia di inserire la dimora nel circuito del festival. Una sfida raccolta subito con entusiasmo: marito e moglie hanno deciso di “mettersi in gioco”, mossi dal desiderio generoso di condividere questo tesoro con la comunità.
Aprire le porte della propria intimità domestica alla città è un gesto raro e di grande valore civico: un’occasione speciale per donare emozioni autentiche ai visitatori, far riscoprire scorci nascosti e regalare a Messina uno spaccato intatto della propria identità e bellezza.
La voce dei giovani: Francesca del Liceo “Ainis”
A condurre gli ospiti lungo il percorso e a far rivivere la storia dell’edificio sono stati gli studenti del Liceo “Emilio Ainis”, che nelle vesti di ciceroni de Le Vie dei Tesori hanno trasmesso con passione curiosità, aneddoti e dettagli artistici della dimora.
Costruita all’indomani del devastante terremoto del 1908, Villa Martines fu concepita originariamente a un solo piano: dopo il trauma del sisma, infatti, si preferì evitare strutture multipiano e allontanarsi dal centro cittadino, scegliendo la quiete panoramica del villaggio di Sant’Agata.
L’edificio rappresenta un raro e prezioso esempio di Liberty puro, arricchito da ricercate suggestioni orientali che ne fanno un unicum nel panorama architettonico locale. Già dal monumentale cancello in ferro battuto dell’ingresso si intuisce il rigore e la grazia della struttura, che dialoga costantemente con il paesaggio marino circostante.
Il fascino delle rondini e dei decori floreali
Il prospetto principale rapisce lo sguardo per la ricchezza delle sue finiture:
- I timpani con le rondini: a dare il celebre soprannome alla villa sono i due caratteristici timpani decorati con rondini in volo su fondo dorato, simbolo di primavera, rinascita e speranza.
- Le maioliche e la pietra arenaria: fasce e marcapiani in maiolica policroma a motivi floreali incorniciano le facciate, arricchite da porte e finestre ornate in pietra arenaria ed eleganti volute a onda.
- La terrazza e il giardino: l’ampia terrazza aperta sul mare regala un colpo d’occhio straordinario sullo Stretto, mentre il verde giardino fiorito — dominato da rigogliose ortensie — cinge la villa in un abbraccio di totale serenità.
Gli interni: un tuffo nei primi del Novecento
Varcata la soglia, l’atmosfera d’epoca rimane intatta: i pavimenti in caratteristiche cementine decorate, i soffitti affrescati con motivi geometrici e floreali e i raffinati arredi originali in perfetto stile Liberty — tra cui spicca un’imponente libreria a tutta altezza nello studio — testimoniano un legame profondo e ininterrotto con la storia della città.
Un vero patrimonio identitario che, grazie all’impegno dei proprietari e alla voce delle nuove generazioni, continua a raccontare la bellezza immortale di Messina.

