Messina. Il ricordo di Norma Cossetto, l'obiettivo di dedicarle un luogo

Messina. Il ricordo di Norma Cossetto, l’obiettivo di dedicarle un luogo

Redazione

Messina. Il ricordo di Norma Cossetto, l’obiettivo di dedicarle un luogo

lunedì 05 Ottobre 2026 - 10:40

Studentessa uccisa nell'ottobre 1943 dai partigiani comunisti slavi

Si è svolta ieri, domenica 4 ottobre 2026, al Monumento alla Batteria Masotto la manifestazione patriottica denominata “Una rosa per Norma Cossetto”, promossa in tutta Italia dal Comitato 10 Febbraio per onorare la memoria della giovane istriana, seviziata e uccisa nel 1943 dai partigiani comunisti slavi.

L’evento ha visto la presenza del consigliere comunale di FDI Dario Carbone, del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Ciccio Rizzo, del presidente del Circolo dello Stretto di FDI, Piero Adamo, delle Associazioni “Atreju – La Compagnia degli Studenti” ed è stato arricchito dalla testimonianza del dottor Stracuzzi, esule di seconda generazione e di molti cittadini.

“Il ricordo e la memoria sono importanti ed il sacrificio di Norma Cossetto, la studentessa istriana che nell’ottobre 1943 venne sequestrata, stuprata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi, non può e non deve essere dimenticato. Dopo la deposizione di una rosa, abbiamo ricordato ai presenti la vita e l’eroica fine della giovane italiana” dichiara Pietro Lanzafame a nome del Comitato X Febbraio di Messina.

“È stata una manifestazione condivisa che ha goduto dell’apprezzamento di tutti i cittadini presenti ed è stata ribadito l’impegno a trovare un luogo adatto da intitolare a Norma Cossetto, insignita della medaglia d’oro al merito civile, dopo il tanto atteso esito favorevole della Commissione Toponomastica del Comune di Messina” conclude Dario Carbone, consigliere comunale di FdI.

Un commento

  1. Ennesimo falso storico della destra. Non si sa nulla di certo sui responsabili dell’omicidio di Norma Cossetto, su cui in 70 anni è stato detto tutto e il contrario di tutto. La storiella dei “partigiani comunisti slavi” è stata fatta circolare nel dopoguerra dagli ex fascisti e collaborazionisti dei nazisti – questi ultimi, va bene ricordarlo, avevano sottratto allo stato fantoccio della RSI tutta la zona di Trieste e della Slovenia occupata dagli italiani dopo l’invasione del Regno di Jugoslavia – per screditare i partigiani italiani che combattevano nelle file dell’Esercito di liberazione jugoslavo. Con l’ex MSI al governo questa storiella è diventata narrazione ufficiale.

    Personalmente preferisco ricordare i 12.000 civili sloveni e croati deportati in condizioni disumane nel lager dell’isola di Arbe, dei quali un terzo non farà più ritorno, oppure le 91 vittime del villaggio di Podhum. Di quelli si sa con certezza chi li ha torturati e uccisi.

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