L'ad di Stretto di Messina delinea le tappe dell'iter e l'avvio della progettazione esecutiva
Entro fine ottobre il via libera da parte del Cipess, poi quello della Corte dei Conti e l’avvio delle opere preliminari. A fare il punto sul cronoprogramma del progetto del Ponte è l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, oggi in città. «Ci aspettiamo una cosa normale che è l’approvazione da parte del Cipess, con tutte le motivazioni, il verbale dell’istruttoria che sta in corso, per poi sottoporre la delibera del Cipess come previsto al vaglio di legittimità della Corte dei Conti» – dice.
Nel delineare la tempistica, il manager precisa che «con delle previsioni ragionevoli noi contiamo che per fine anno si possa passare in quella che noi abbiamo definito fase realizzativa, che non deve essere tradotta con apertura dei cantieri, che è un’altra cosa». Entrare in questa fase significa che «avremo i contratti con il contraente generale efficaci», essendo già stati stipulati ma condizionati alla delibera del Cipess, al terzo atto aggiuntivo e «alla rinuncia del contenzioso, cosa che a volte ci si dimentica, ma che sono un altro risultato importante». Da quel momento «parte subito la progettazione esecutiva che è prevista in fasi, un’altra particolarità di questo nostro progetto che complessivamente durerà 12 mesi, ma con una prima fase che durerà 4 mesi per le prime attività».
Le opere compensative per i territori e i cantieri preliminari
In parallelo allo sviluppo della progettazione, l’amministratore delegato evidenzia che «potremmo avviare le cosiddette opere compensative e le opere anticipate, sono due categorie diverse». Per quanto riguarda le prime, Ciucci specifica che «la legge richiama così, sono quelle opere che i comuni di Villa San Giovanni, Messina e Campo Calabro hanno richiesto nell’ambito degli stanziamenti previsti per legge. Parliamo di 200 milioni complessivamente ripartiti». Su questo fronte, l’azienda si è mossa dando priorità a «opere che sono di immediata utilità per la cittadinanza, che tutto sommato col ponte c’entrano fino a un certo punto. Viabilità, illuminazione, depuratori, cose che però ci auguriamo vorremmo che i cittadini beneficiassero da subito».
Accanto a queste si collocano le opere anticipate, descritte come «quelle normali nell’avvio di un progetto di questa importanza, quindi bonifiche belliche, un po’ faticoso a distanza di tanti anni, ma impegnativo come l’archeologia, la soluzione delle interferenze». A tal proposito, Ciucci ricorda di aver «imparato in Anas quanto sia complicata la soluzione delle interferenze», evidenziando come «spesso si hanno poi delle sorprese al momento in cui si va a scavare». Il piano comprende inoltre «la viabilità alternativa, la viabilità di cantiere» e l’allestimento dei «primi cantieri, i cantieri base, sia a Messina sia a Villa San Giovanni».
Il piano espropri e la strategia per gli accordi bonari
Un capitolo centrale dell’intervento riguarda la gestione delle aree e delle case coinvolte dal tracciato. «Con la registrazione della Corte dei Conti, c’è la dichiarazione di pubblica utilità del piano degli espropri».
A quel punto, «comunicheremo a tutti gli interessati l’intervenuta dichiarazione di pubblica utilità chiedendo tutte le informazioni necessarie per definire il rapporto». L’obiettivo dichiarato è incentivare le intese consensuali «sia in termini di semplificazioni procedurali, sia in termini di indennizzi». Tra le misure previste figurano «una maggiorazione del 15% dell’indennizzo già previsto al prezzo di mercato» e un ristoro «per i costi di ricollocazione abitativa fino a 40mila euro, poi dipende dalle situazioni particolari».
Infine, per quanto concerne le case, Ciucci conclude rassicurando i residenti: «Per quanto riguarda le case, che è la parte più delicata del piano degli espropri, faremo un piano graduale perché così come il piano parte con gradualità, non c’è nessun bisogno di accelerare troppo certe attività e quindi, se possibile, concordare con i diretti interessati giustamente un po’ infastiditi, i tempi e la ricollocazione».


ancora non la vogliono finire di rompere
Ciucci virgolettato: “non c’è nessun bisogno di accelerare troppo certe attività” – Considerazione basterà apporre una recinzione in una zona del progetto del P___ONT___E: così ci sarà l’inizio dei lavori e poi non acceleriamo (tanto è attualmente irrealizzabile). Quindi se il contratto dovesse interrompersi (è già capitato con il precedente appalto) Webuild chiederà il pagamento della penale, che questa volta ha una blindatura a favore.
Tutto e il contrario di tutto.
Salvini per fortuna dice altro
Ergo….
Non si fa nulla.
Solo gli stipendi e le trasferte scorrono..
Ma ve ne volete andare?
E basta!
In compenso apriranno i cantieri autostradali, benché tutti dicessero che tutto era pronto…
D’altronde, ogni mese che passa è un lauto stipendio in più… E la faglie aspettano le sollecitazioni..
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Si arrampicano sugli specchi, perché date spazio a queste interviste che sanno di presa in giro?
“partiamo con gli espropri ,senza accelerare “”piano piano ,abbattendo 10 case alla volta sino a che 2 proprietari non accettano …….e via a pagare le penali alla ditta costruttrice , il comitato Ponte dello Stretto nel frattempo INCASSA .