L'allarme del Codacons dopo i forti aumenti dei prezzi di grano e mais a seguito degli attacchi russi nel Mar Nero
I cereali hanno raggiunto quotazioni ai livelli del 2022 che rischiano di determinare, anche in Italia, una nuova ondata di rincari. L’allarme è stato lanciato dal Codacons, “dopo i forti aumenti registrati dai prezzi di grano e mais a seguito degli attacchi russi nel Mar Nero”. Le difficoltà nelle esportazioni di cereali e merci che transitano attraverso il corridoio del Mar Nero – ha spiegato l’associazione del consumatori – hanno determinato un forte aumento delle quotazioni delle materie prime sui mercati internazionali e in quello italiano, con la Borsa merci di Bologna che registra un aumento del 24% per il grano tenero e del 17% per il mais per allevamenti.
Quali prodotti rischiano di aumentare
A subire un incremento dei listini potrebbero essere pane, pizza, prodotti da forno (cracker, grissini, ecc.), farina confezionata, dolciumi come biscotti, brioches, merendine, torte, snack, cereali per colazione, ma anche oli alimentari diversi da quello di oliva (olio di semi di girasole, olio di semi di mais, ecc.). Ma non solo. Potrebbero aumentare i prezzi di carne, uova e latticini, “considerati – avverte il Codacons – gli effetti indiretti dei rialzi registrati dal mais utilizzato come mangime per animali”.
La pasta, invece, potrebbe risentire in misura meno diretta degli aumenti del grano tenero, essendo realizzata con grano duro, il cui mercato segue dinamiche differenti.
“Le tensioni internazionali sui mercati delle materie prime non possono diventare il pretesto per trasferire indiscriminatamente sui consumatori aumenti che non trovino un’effettiva giustificazione nell’andamento dei costi”, afferma il Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons.
Chiesta maggiore sorveglianza sui prezzi
“È indispensabile – continua Tanasi – distinguere i rincari determinati da reali difficoltà produttive e commerciali da eventuali fenomeni speculativi, garantendo trasparenza nella formazione dei prezzi lungo l’intera filiera agroalimentare. Non possiamo consentire che le famiglie, già sottoposte a una crescente pressione sul potere d’acquisto, diventino l’anello debole di un sistema nel quale gli aumenti vengono trasferiti rapidamente sui prezzi al dettaglio, mentre le eventuali riduzioni dei costi rischiano di non tradursi con altrettanta tempestività in benefici per i consumatori. Chiediamo pertanto al Garante per la sorveglianza dei prezzi di intensificare il monitoraggio delle filiere interessate e di valutare, ove necessario, l’attivazione della Commissione di allerta rapida, affinché siano accertate le cause di eventuali anomalie e segnalate alle autorità competenti le condotte che presentino profili di illiceità”.

