Il portavoce di Sud chiama Nord - Sindaci d'Italia auspica l'accorpamento di elezioni politiche e amministrative. "Si risparmiano 250 milioni di euro"
Elezioni politiche assieme alle amministrative. Cateno De Luca auspica l’election day del 9 e 10 maggio. E ambisce a fermare il “travaso di voti verso Vannacci”, portando “valore aggiunto” alla coalizione guidata da Giorgia Meloni. Così il portavoce del neonato progetto Sud chiama Nord – Sindaci d’Italia, all’interno del centrodestra: “Bisogna essere onesti intellettualmente: anticipare il voto a maggio in un election day sarebbe un atto di profonda responsabilità istituzionale. Rinunciare a qualche mese di governo per garantire una maggiore partecipazione democratica, la stesura di una legge di bilancio degna di questo nome e la riduzione dei costi è la strada maestra. Diciamoci la verità: oggi gli unici a opporsi a questa scelta sono i partiti d’opposizione, semplicemente perché sanno di essere impreparati e inadeguati. Continuano a litigare tra loro, mostrando tutte le contraddizioni di una coalizione destinata a diventare un camposanto”.
E ancora: “Riflessioni post “sedute spiritiche” romane. Il dato è tratto. Ma cosa ci sarebbe di male nell’andare a votare il 9 e 10 maggio? Non capisco lo stupore… Sarebbe una scelta di grande responsabilità a favore dei cittadini. Ad oggi la naturale scadenza sarebbe settembre 2027 (e c’è chi addirittura vorrebbe slittare a ottobre). Ma davvero, in una fase storica in cui oltre il 50% degli italiani sceglie l’astensionismo, possiamo pensare di andare al voto a settembre con una campagna elettorale ad agosto, in piena estate? Significherebbe solo regalare altri voti al “partito del non voto”. Peggio ancora l’idea di spostare le urne a ottobre: in quel caso il nuovo governo non avrebbe nemmeno il tempo di impostare la manovra, costringendoci a un provvedimento d’urgenza a danno dei cittadini. Ma lo stesso problema ci sarebbe anche mantenendo il voto a settembre, dovendo mettere in conto i tempi post elezione di insediamento del parlamento e nomina del nuovo governo”.
“Con l’election Day risparmio di 250 milioni di euro”
Continua De Luca sulla sua pagina Facebook (nella foto con la presidente di ScN Laura Castelli): “Ma poi c’è anche il tema dei temi: i costi! Votare tra maggio e giugno due volte per le amministrative (primo turno e successivi ballottaggi), e riandare al voto a settembre per le politiche sarebbe solo uno spreco di soldi per i cittadini (oltre 250 milioni di euro). Io ribadisco la nostra missione: portare valore aggiunto alla coalizione di centrodestra guidata dalla premier Meloni. Lo stiamo già facendo raccogliendo l’adesione anche di tanti amministratori di centrosinistra al progetto “Sindaci d’Italia – Sud chiama Nord” e fermando il travaso di voti verso Vannacci.
Siamo in campo per mettere a disposizione della coalizione la nostra esperienza quarantennale nei palazzi municipali. Stiamo aggregando sindaci e realtà civiche in tutta Italia, da Nord a Sud. E presto partiremo con il nostro tour!
L’incognita siciliana per le regionali, Calderone polemico sulle “mani libere”
Rimane pure il nodo delle regionali in Sicilia. Si voterà prima o in autunno? A polemizzare il deputato Tommaso Calderone, responsabile di Futuro Nazionale nell’isola: “Amici a Roma, nemici a Palermo. Apprendiamo dalla stampa che l’alleato del centrodestra Sud chiama Nord per le politiche pretende mani libere in Sicilia e ha già indicato tre assessori appartenenti al campo largo, espressione di Pd e M5S, nella ipotetica giunta di governo regionale”.
“Invito Giorgia Meloni, persona che stimo a livello personale e politico – ha aggiunto Calderone – a rivedere le alleanze con personaggi dal curriculum contraddittorio. Quello che sta accadendo è inaccettabile per un partito serio come Fratelli d’Italia. Stiamo tornando alla politica dei due forni della Prima Repubblica?”.

