Provincia: scoppia il “caso D’Agostino”

Provincia: scoppia il “caso D’Agostino”

Provincia: scoppia il “caso D’Agostino”

mercoledì 30 Settembre 2009 - 15:02

GdL ed Mpa chiedono lo “sradicamento” dell’assessore. L’Udc risponde: “Una coalizione dovrebbe discutere di tali questioni internamente. A questo punto chiediamo una verifica di maggioranza”

Dura mezza giornata la tranquillità in seno al consiglio provinciale. E questa volta lo scontro sembra essere “pericoloso” e potrebbe inclinare i rapporti in seno alla maggioranza, senza un intervento deciso del presidente Nanni Ricevuto. Il pretesto è rappresentato dal regolamento per il Palacultura di Barcellona Pozzo di Gotto, punto prelevato dall’ordine del giorno della seduta odierna dopo l’approvazione della delibera di riequilibrio del Bilancio di Previsione 2009.

La miccia la accende il capogruppo della Gioventù della Libertà, Pino Galluzzo, che senza mezzi termini attacca l’assessore dell’Udc, Mario D’Agostino, che non avrebbe inserito la struttura nell’organizzazione degli eventi per la “Settimana della Cultura” in corso di svolgimento. L’affondo è pesante: «Visto che non si può smontare la struttura e rimontarla a Taormina, il Palacultura non è stato tenuto in considerazione. Chiedo lo “sradicamento” dell’assessore. Può fare tutto tranne l’assessore alla Cultura. Si è dimostrato assente e inconcludente». Al consigliere della GdL fa eco il “solito” Roberto Cerreti, capogruppo dell’Mpa: «D’Agostino non è adatto, al pari di altri suoi colleghi assessori».

Due bordate di fronte alle quali l’Udc non è potuta stare con le mani in mano. A prendere la parola il capogruppo dell’area D’Alia (della quale fa parte anche D’Agostino), Matteo Francilia: «Non possiamo ascoltare inermi che un nostro assessore venga politicamente insultato. L’Udc fino ad oggi ha cercato di mantenere bassi i toni, nonostante i tanti scontri interni susseguitesi nei mesi. Abbiamo sempre garantito la nostra presenza, in consiglio così come in giunta. A differenza di esponenti di altri partiti. Noi non abbiamo mai attaccato nessuno perché abbiamo rispetto della nostra coalizione e riteniamo che i panni sporchi, se ve ne sono, andrebbero puliti internamente. Cosa che oggi non è avvenuta. A questo punto chiediamo una verifica di maggioranza».

Lo scontro a quel punto è bello e sancito, anche se Cerreti prova a smorzare l’atmosfera: «Caspisco l’intervento di Francilia in difesa della sua parte politica, ma non è un attacco alla persona D’Agostino, quanto a tutti quegli assessori che nei mesi non abbiamo neanche avuto il piacere di conoscere». In pratica che hanno lavorato senza rapportarsi con il consiglio. «Quanto accaduto oggi conferma la carenza di rapporti tra alcuni assessori e l’aula – continua il capogruppo dell’Mpa -. La capacità degli uomini dell’Udc, il loro rispetto per la maggioranza e il lavoro svolto non è in discussione. Ma in ogni famiglia c’è la pecora nera. Io ho richiamato pubblicamente uno dei miei assessori, Gaetano Duca, sulla questione della Multiservizi; ha ammesso di avere sbagliato e siamo andati avanti. Perché con voi non deve avvenire lo stesso? ».

Il dibattito sull’argomento posto all’ordine del giorno praticamente viene messo in secondo piano, mentre l’aula si svuota e cade il numero legale. Sicuramente gli strascichi si sentiranno già nelle prossime ore, quando a Palazzo di Leoni si terrà una riunione di giunta. E non sono esclusi clamorosi colpi di scena. (Correlato in basso l’articolo sulla parte iniziale del consiglio odierno)

EMANUELE RIGANO

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