Si tratta di tecniche che permettono la cura di gravi patologie tumorali senza interventi troppo invasivi sul paziente: «È il momento che queste terapie entrino nella routine clinica della nostra azienda» spiega il dott. Famulari, promotore del convegno
Fitto d’appuntamenti il calendario del Policlinico Universitario che dopo il convegno organizzata per discutere ed analizzare rimedi cure al problema dell’osteoporosi, promuove una due giorni (domani e dopodomani) interamente dedicata alla cura di tumori del fegato, dello stomaco, del colon, dell’ovaio e del sistema nervoso, attraverso le cosìdette terapia logoregionali.
Il nosocomio universitario già impegnato nella cura di gravi patologie tumorali mediante l’utilizzo di importante e iper-avanzate tecniche come la Cyberknife, mira a sviluppare la ricerca ed intervenire al meglio sui pazienti attraverso tecniche non troppo invasive quali appunto quelle locoregionali. Come spiega il prof. Ciro Famulari, direttore dell’unità operativa di Chirurgia d’Urgenza e dei Trapianti d’Organo del Policlinico e promotore del meeting, «l’obiettivo è quello di introdurre questo nuovo sistema all’interno della struttura poiché, sulla base dei risultati clinici ottenuti con tali terapie negli studi preliminari, ritengo che i tempi siano maturi al punto di consentire il “traghettamento” di queste nuove tecniche nella routine clinica » .
Un’opportunità che il sud Italia, e non solo Messina, deve cercare di sfruttare di più dato che, come indicato dai “numeri”, presentati anche domani nel corso della conferenza in programma alla 10.30 presso l’aula congresso del Policlinico, circa 25.000 italiani vanno all’estero a spese totali dello Stato per cure medico-chirurgiche. Di questi circa un quarto, quindi fra i 6.000 e i 7.000 interventi riguardano le terapie locoregionale.
