Un giardino lì dove c'erano baracche
MESSINA – L’impresa impegnata nel cantiere di via Macello Vecchio ha comunicato alla Struttura Commissariale la conclusione dei lavori. Nelle prossime settimane si procederà con il collaudo di un’opera che per il sub commissario Santi Trovato è “uno dei simboli del nuovo modello di risanamento che mette al centro delle attività la riqualificazione del territorio. Il percorso pedonale immerso in un insieme di ‘giardini della pioggia’ che si conclude nell’anfiteatro davanti all’ex chiesa del Buon Pastore, gli spazi restituiti alla fruizione dei cittadini e dei turisti, sono un esempio di rigenerazione urbana. L’immagine della baraccopoli costruita a ridosso delle storiche mura di Carlo V e dell’arco di Cristo Re lascia il posto ad un giardino che consente di poter non solo ammirare una delle zone più belle della città, ma anche vivere momenti d’incontro e di socializzazione”.
I lavori, su progetto Rti Secured Solution, Pan associati e studio d’ingegneria Angelo Loggia, sono stati affidati al Consorzio nazionale cooperative Ciro Menotti di Ravenna ed eseguiti dalle imprese Emma Lavori Coop di San Cataldo ed Ars Costruzioni di San Filippo del Mela.
L’importo dell’opera, dopo perizia di variante, è di circa un milione e ottocentomila euro.


E invece qui marcello non parla ?
Diego per essere precisi e’ un’opera iniziata proprio da Marcello. Informati.
Un’opera che sarà ricordata per sempre dai messinesi INVALIDI poichè a questi soggetti sarà VIETATA, due rampe di scale inutili che impediscono a loro il passaggio sebbene in tempi utili tale problema sia stato segnalato al consiglio di quartiere e agli uffici dell’assessorato dei lavori pubblici
Vincenzo, il compito di Marcello era trovare delle abitazioni dignitose per le persone che vivevano nelle baracche . La bonifica delle aree sbaraccate è compito del Comune . Quindi per ruoli è merito della vecchia amministrazione la rinascita di questo spazio. Senza dimenticare che al tuo Marcello hanno tolto l’incarico ed è stato il presidente Schifani .