Le parti (Strano-Ricevuto) cercano di ridimensionare lo scontro politico, ma la partita sembra ancora tutta da giocare. Lombardo insiste: «Saremo noi a decidere». E in consiglio provinciale l’aria si fa tesa
Nonostante le minimizzazioni di rito la partita su TaoArte sembra tutt’altro che chiusa. Ridimensiona la questione l’assessore al Turismo Strano, così come il presidente della Provincia Ricevuto. In realtà è ormai palese lo scontro politico in essere tra le due ali del PdL (Briguglio-lealista), connesso agli equilibri territoriali tra l’asse messinese-barcellonese del duo Ricevuto-Buzzanca e quella catanese di Strano e Lombardo, celato dietro le competenze istituzionali. A testimoniarlo le dichiarazioni del presidente della Regione rilasciate al quotidiano La Sicilia, che rilancia: «Quello messo in atto dal Comitato TaoArte è un tentativo velleitario che cerca di mettere in sottordine la Regione, che è poi quella che paga Taormina Arte. Saremo noi a decidere come dovrà essere la Fondazione e il compito specifico è dell’assessore al Turismo Nino Strano che gode della mia piena fiducia».
Parole che non lasciano spazio ad interpretazioni. Fonti vicine al Governatore arrivano perfino ad affermare che, se la situazione non dovesse assestarsi in tempi brevi, sarebbe già pronta una nomina di commissariamento. Dubbi non ne lascia neppure la prosecuzione dell’articolo firmato da Tony Zermo, che si sofferma poi sulle designazioni ufficializzate da Buzzanca e Ricevuto (Giuseppe Mauro-Antonino Carbonaro, vedi correlato) in “sostituzione” della Regione: «Il giochetto sembra ormai scoperto – scrive il giornalista del quotidiano catanese -. Ma ammettiamo che fosse andato in porto. Sapete quale sarebbe stata la conseguenza? Che la Regione non avrebbe dato i soldi e che sarebbero saltate tutte le manifestazioni di TaoArte almeno per quest’anno». E sui tempi: «Siamo quasi a marzo, bisogna fare i contratti per la parte musicale, la parte della danza e la parte del cinema. E chi li firma questi contratti senza avere soldi in cassa e senza l’avallo della Regione? Buttiamo a mare 50 anni di TaoArte per l’arrogante atteggiamento di questo terzetto?».
L’argomento della trasformazione del Comitato in Fondazione è stato ripreso pure a palazzo dei Leoni dal consigliere della zona jonica, Pippo Lombardo, che ha posto dubbi sulla delibera approvata dalla giunta provinciale. L’atto rinvia ad successivo provvedimento del Consiglio Provinciale la determinazione dell’apporto patrimoniale della Provincia da destinare alla Fondazione, facendo però specifico riferimento ad una precedente deliberazione della Giunta provinciale (n.1 del 9.1.20007, presidente Leonardi) circa l’immobile da destinare come ulteriore conferimento. Come è noto si tratta degli appartamenti ubicati in via Fazzello n.13 e n.13° del Comune di Taormina, acquistati dalla Provincia regionale di Messina nell’anno 1999 al prezzo di 265 milioni di lire. «Una decisione, assunta nella delibera, che di fatto vincola il consiglio ledendo quelle che sono le sue competenze – afferma Lombardo – come l’alienazione degli immobili». Tra l’altro, rimanendo sul conferimento patrimoniale degli altri enti facenti parte della Fondazione, non si conosce ancora quale sia l’immobile che dovrà destinare il Comune di Messina, mentre quello individuato (stavolta dal consiglio) dal Comune di Taormina , l’ex Pretura di corso Umberto, è stato messo all’asta con base fissata in un milione e 515mila euro. Ciò per un contenzioso tra Palazzo Corvaja e un’azienda messinese, a cui ha fatto seguito un decreto ingiuntivo per un milione e 200mila euro.
Tornando all’intervento di Lombardo, pesanti le successive dichiarazioni sul alcuni passaggi che riguardano la costituenda Fondazione: «Pare che ci siano atti che escano dal Palazzo senza passare dal Protocollo». L’atto a cui fa riferimento l’autonomista potrebbe essere proprio quello di costituzione inviato dall’Ente alla Prefettura per il riconoscimento, anche se formalmente la procedura doveva essere adempiuta dal sindaco di Taormina, nel suo ruolo di presidente sancito dallo Statuto (vedi articolo correlato in basso). L’ultima stoccata viene riservata al segretario generale dell’Ente, già componente del nucleo di valutazione dirigenziale e nominato all’interno del Cda della Fondazione, pur se ancora non formalmente costituita: «Cosa accadrebbe se un consigliere dovesse chiedere delucidazioni in aula al Segretario circa la legittimità di alcuni atti riguardanti TaoArte?»
Le affermazioni di Lombardo non hanno lasciato indifferente il Pd, che ha risposto con il “solito” Pippo Rao: «Avevamo già intenzione di chiedere l’apertura del dibattito sull’argomento – ha dichiarato -. Ma quanto appena ascoltato è grave perché dimostra lo scarso rispetto politico che l’Amministrazione ha nei confronti del consiglio, bypassando alcuni adempimenti. L’uso del Protocollo poi è regolamentato dalla normativa, che non può essere disattesa. Presenteremo un’interrogazione e ci appelleremo alla Regione per chiedere l’annullamento della delibera di Giunta sulla trasformazione del Comitato. E preferisco non entrare nel merito delle polemiche stucchevoli tra Buzzanca, Ricevuto e Strano». Rao poi chiede l’apertura del dibattito alla presenza di Ricevuto. Il centrodestra non cede alla provocazioni, un po’ per mantenere gli equilibri ma anche perché è la stessa maggioranza a preferire che sia il presidente a spiegare quanto sta accadendo. E si torna al principio: la partita è ancora aperta.
