Messina, perla dello stretto. Terra disprezzata, logorata e amata allo stesso tempo, profuma di mare e in essa riecheggia la vita in tutti i suoi aspetti più estremi. Cola Pesce la sorregge, Ulisse non potè esimersi dall’attraversare le sue acque, la fata Morgana la scelse per incantare con le sue arti magiche.
E noi, figli ingrati di questa madre, cosa facciamo? La lasciamo alla deriva, la usurpiamo e dopo averla derisa la abbandoniamo. Quante volte abbiamo associato la parola -messinese- ad -incivile-? Troppe forse e chissà quante altre ancora lo faremo e a ragione. Si, perchè il messinese è quello che getta cartacce per terra e poi si lamenta che la città è sporca, è quello che non si cura della libertà altrui ma pretende che venga rispettata la propria.
Ma io non voglio credere che il messinese sia solo questo. Siamo sempre pronti a portare alla luce ciò che non funziona, a giudicare e a paragonarci ad altri per poi scoprire che il confronto ci vede perdenti. Vi siete mai chiesti il perchè? E soprattutto avete mai pensato a cosa potete fare voi per la vostra città?
Un gruppo di giovani messinesi si è posto giusto queste domande e ha deciso di rispondere in maniera attiva e non con un menefreghista -non saprei-. Sabato 29 agosto 2009 alle ore 17, tramite il social network Facebook e il semplice passaparola, ci si è dati appuntamento nelle spiagge sottostanti il pilone, armati di guanti in lattice, sacchi della spazzatura e soprattutto di buona volontà, amore per la natura e per la propria città. L’obiettivo era univoco: pulire là dove altri hanno lasciato il segno della loro noncuranza e maleducazione. Si chiamano Eco Angels, non sono degli eroi nè tantomeno si sentono superiori, vogliono solo dimostrare che Messina può essere migliore e il cambiamento parte da ognuno di noi che nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa.
Il palcoscenico suggestivo in cui si è svolta tale opera di pulizia delle spiagge nascondeva un pò di tutto: immancabili migliaia di cicche di sigarette, innumerevoli pezzi di plastica, pericolosissime bottiglie fracassate con relativi cocci sparsi, cartacce disseminate un pò ovunque, carcasse di vecchi forni elettrici in disuso, pneumatici abbandonati, ogni genere di ferraglia arrugginita, confezioni di fuochi artificiali ormai esplosi, accendini esauriti, preservativi usati, siringhe sepolte e chi più ne ha più ne metta. Dai -cadaveri- di falò ormai spenti e coperti da strati di sabbia sono stati tirati fuori migliaia di chiodi inseriti nella legna usata per festeggiare forse in maniera poco attenta il ferragosto. Coloro che sono responsabili di tale scempio non si rendono forse conto che quelle sono le stesse spiagge dove vanno a rilassarsi durante le ferie? Non sanno forse che sono i loro bambini che giocando a palla potrebbero infilzarsi con chissà che materiale? Se qualcuno venisse a casa loro e rovesciasse il sacco dell’immondizia non si infastidirebbero? Messina però è la loro casa, come mai è ridotta in questo modo?
La gratifica più grande per gli Eco Angels è stata vedere ragazzini che hanno rinunciato a qualche ora di mare per aiutarli nel loro intento e sentire le lodi di qualche persona un pò più anziana che, con un sorriso e una pacca sulle spalle, ha lodato la loro fatica.
Questo non sarà un evento unico, si sta già pensando ad un nuovo appuntamento e un nuovo obiettivo. Messina siete voi, ricordatelo sempre.
Daniela Germanà
