Due assoluzioni e due condanne nel processo ai pentiti messinesi , Salvatore Surace ed Umberto Santacaterina, e a due presunti affiliati ai loro clan, Pietro Di Napoli e Cono Surace.
All’origine della vicenda giudiziaria gli accordi che sarebbero stati presi fra collaboratori di giustizia per danneggiare altri pentiti.
Secondo l’accusa Surace e Santacaterina avrebbero tentato di estorcere denaro al collaboratore di giustizia, Pietro Longo, già imprenditore edile, vicino ad clan locale e poi divenuto collaborante. I due pentiti lo avrebbero minacciato di rilasciare agli inquirenti dichiarazioni contro di lui se non avesse versato 10 milioni di euro, poi divenuti 3. Longo però rifiutò di sottomettersi al ricatto ed il tentativo di estorsione fallì.
Andò meglio, invece, con un barcellonese al quale i due chiesero 5 milioni di euro per non costruire false accuse su di lui. Questa volta l’uomo pagò mediante vaglia postali intestati alla moglie di Santacaterina.
Oggi i giudici del della Prima sezione del Tribunale hanno inflitto 7 anni di reclusione ai due pentiti, Salvatore Surace e Umberto Santacaterina, per estorsione e tentata estorsione (contestate a vario titolo) ed hanno assolto per non aver commesso il fatto Cono Surace e Pietro Di Napoli
