Svolta nelle indagini che la procura conduce sugli incendi che la scorsa estate hanno lambito la città di Messina, bruciando parecchi ettari di bosco e macchia mediterranea sui colli e dintorni. La magistratura ha iscritto nel registro degli indagati altre due persone, forse complici di Giuseppe Lombardo Pontillo, il pastore di Militello in servizio presso la Forestale, arrestato a metà agosto per uno dei roghi appiccati a fine luglio. Sull’identità dei due nuovi indagati c’è l’assoluto top secret. A condurre l’inchiesta è il sostituto procuratore Claudio Onorati, coordinato dal procuratore aggiunto Pino Siciliano. Ai magistrati, il difensore del piromane, l’avvocato Giuseppe Mancuso, ha chiesto un approfondimento delle indagini. Secondo il legale, infatti, il pastore trentasettenne non si trovava neppure sui colli Sarrizzo il giorno dell’incendio, bensì a Caronia. Contro di lui, però, ci sono i risultati del test del Dna eseguito su un mozzicone di sigretta trovata sul posto.
Intanto domani mattina il tribunale della Libertà esaminerà il ricorso presentato dai legali di Mariano e Valerio Lamancusa, i due fratelli pastori di Montalbano Elicona arrestati per il rogo mortale che il 22 agosto distrusse l’agriturismo -Il rifugio del falco-, a Patti, provocando 5 morti e decine di feriti.
