Sono stati rinviati a giudizio ( 8 aprile 2010, davanti al Tribunale di Barcellona) i tre indagati dell’operazone Sistema giudicati con il rito abbreviato.
Si tratta del padrino di Santa Lucia del Mela, Pietro Nicola Mazzagatti e di due agrigentini, Vincenzo Licata e Domenico Mortellaro.
Il gip Maria Angela Nastasi ha ritenuto del tutto valido l’impianto accusatorio dei sostituti della DDA Giuseppe Verzera ed Angelo Cavallo che hanno chiesto il rinvio a giudizio, per i tre indagati, per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
L’operazione Sistema rimane una delle più importanti messe a segno della forze dell’ordine contro la criminalità organizzata barcellonese. A consentire gli arresti dei boss di Cosa Nostra le dichiarazioni dell’imprenditore ed ex vice presidente del consiglio comunale di Barcellona, Maurizio Marchetta. L’uomo nel gennaio scorso cominciò a collaborare con la giustizia svelando agli uomini della Squadra Mobile di Messina i retroscena di Cosa Nostra del Longano. L’imprenditore raccontò di essere stato costretto per dieci anni a pagare il pizzo su tutti i lavori pubblici. Svelò parecchi retroscena della vita pubblica di Barcellona tracciando anche una mappa dettagliata dei clan.
A capo della mafia del Longano vi sarebbe Carmelo D’Amico, l’uomo che gestirebbe il mercato delle estorsioni sugli appalti pubblici, imponendo il pizzo a tutti gli imprenditori della zona. Licata e Mortellaro sono accusati di aver chiesto una tangente a Marchetta in cambio di protezione per dei lavori pubblici che la sua impresa avrebbe dovuto effettuare in provincia di Agrigento.
